«Ridateci il bus per la mensa». L'appello arriva da tutte le associazioni studentesche universitarie, che stanno protestando apertamente contro la decisione del Comune di chiudere il tratto di strada che va dalla mensa alla rotonda per poter eseguire i lavori di rimozione di una frana che ha invaso parte della carreggiata. Finora si è deciso di ripristinare il vecchio percorso della linea 7, che però non raggiunge la struttura. Alcune organizzazioni studentesche, come il Movimento indipendente universitario, hanno richiesto, finora senza successo, un appuntamento con il Commissario prefettizio Leopoldo Di Mattia per illustrare i disagi che gli universitari vivono quotidianamente. «Per il momento - afferma il presidente del Miu Antonio Di Giosafat - i ragazzi della nostra associazione, muniti di autovettura, si sono organizzati per fare la spola portando alcuni studenti dall'Università alla mensa. E' chiaro però che non possiamo andare avanti così per molto». Anche l'Azienda per il diritto agli studi universitari, che in questi giorni ha ricevuto numerose proteste da parte degli studenti, è intervenuta nella questione, chiedendo al Comune di trovare al più presto delle soluzioni alternative. «Ovviamente - afferma il presidente dell'Adsu Gianfranco Marini - la nostra Azienda non ha competenze in materia di viabilità. La decisione di chiudere il tratto di strada ci è stata comunicata per mezzo di un telegramma, a cui abbiamo prontamente risposto, chiedendo ufficialmente di non interrompere il servizio di trasporto per la mensa. A questa nostra sollecitazione ne è seguita un'altra, più recente, in cui ci siamo permessi anche di suggerire la possibilità di prolungare la linea urbana fino alla mensa, prevedendo l'inversione dei mezzi nel piazzale antistante la struttura. E' nostro interesse garantire agli studenti la piena fruizione di un servizio che è strettamente connesso con il diritto allo studio, soprattutto per i fuori sede». Intanto sono molti gli studenti che denunciano difficoltà a raggiungere la mensa. «Ci sembra assurdo - conclude Di Giosafat - che si possa decidere di cambiare il percorso di una linea urbana che ha il preciso scopo di arrivare fino alla mensa senza prevedere un tragitto alternativo, che rispetti il diritto degli studenti di usufruire di un servizio così essenziale».