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Pescara, 26/04/2026
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Data: 30/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Chiodi e Berlusconi, fondi scippati» Pd: Regione dimenticata senza soldi e più disoccupati

PESCARA. «Governo irrresponsabile. False promesse. Scippo permanente ai danni dell'Abruzzo». Sono alcune delle accuse che il Pd riversa contro il centrodestra del presidente Chiodi e del governo Berlusconi. Il Pd critica il Pdl per aver tolto i fondi per il risanamento e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi. Soldi che erano l'unica salvezza per una area che spera di frenare la crisi industriale e la disoccupazione. La stima dei lavori di bonifica si attesta sui 120 milioni circa. Fondi che, secondo il Pd, non ci sono più perchè dirottati altrove dal Governo.
«Siamo di fronte al perpetuarsi dello scippo permanente ai danni degli abruzzesi», attacca Camillo D'Alessandro capogruppo regionale del Pd, «siamo ad oltre 400 milioni di euro tagliati alla nostra Regione da parte dell'amico Berlusconi da quando governa Chiodi».
A scoprire lo «scippo» è stata la Cgil dopo l'incontro che il Comitato di sorveglianza sulle bonifiche industriali, di cui fa parte anche il sindacato, ha avuto con il governo. Secondo Mimì D'Aurora della segreteria Cgil Abruzzo e Paolo Castellucci, segretario Cgil Pescara, i soldi sono stati dirottati sul fondo strategico a disposizione del Consiglio dei ministri.
«In soli 70 giorni Chiodi», polemizza D'Alessandro, «e la sua giunta sono riusciti a farsi cancellare dal suo Governo amico 200 milioni di euro stanziati per le infrastrutture e cancellate come il collegamento ferroviario Roma-Pescara o realizzazione digaforanea porto di Ortona, ed altre opere pubbliche; 150 milioni stanziati per le imprese e progetti di sviluppo andati persi; ed oggi cancellati i fondi per la bonifica di Bussi. Ma Chiodi fa finta di nulla come se non lo riguardasse. Hanno svenduto l'Abruzzo a Roma».
Stessa musica per il consigliere regionale Pd, Marinella Sclocco. «A Berlusconi non è bastato tagliare all'Abruzzo 530mila euro, ma era necessario infierire ancor di più contro la situazione già allarmente di Bussi e della Val Pescara», scrive la Sclocco, «tagliando i fondi per il disinquinamento del sito inquinato. La sua presenza quotidiana in Abruzzo durante la campagna elettorale ha solo illuso gli abruzzesi». Nonostante la discarica tossica di Bussi sia stata già inserita tra i siti di interesse nazionale così come previsto dalla legge n.4 del 9 dicembre 1998, nonostante le interpellanze e le richieste di intervento per ora non si annunciano iniziative di disinquinamento e rilancio.
Il Pdl però non è d'accordo con l'allarmismo del Pd. Ieri è stato l'assessore allo sviluppo economico, Alfredo Castiglione a replicare provando a ridimensionare preoccupazioni e accuse. «Nelle notizie date ci sono molte inesattezze nella forma e nelle sostanza», contesta Castiglione, «questa mattina la Giunta regionale farà il punto della questione. L'unica verità che conosciamo è che il Cipe ha stabilito che le risorse di cui alle delibera 166, fossero trasferite alla presidenza del Consiglio dei ministri, che quindi gestirà le attività ed i fondi che ammontano a 3 miliardi di euro. Sono previste, tra le altre cose, programmi di sviluppo, tra cui Industria 2015, e la bonifica dei siti. Inoltre, sulla materia è aperto il tavolo di discussione nella conferenza nazionale Regioni-Attività produttive».
Le rassicurazioni non fermano la polemica «E' evidente», rincara la dose Marinella Sclocco, «che senza bonifica, nessun nuovo insediamento produttivo avrà alcun interesse ad investire. L'assenza di nuovi investimenti sommata alla situazione drammatica della chiusura della Solvay prima e della Medavox dopo, mettono ancor più in ginocchio centinaia di famiglie».

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