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Pescara, 26/04/2026
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Data: 31/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Bussi, la Regione darà 24 milioni. Chiodi: «Il governo Prodi non ha mai previsto soldi»

PESCARA Lite sui fondi per il risanamento e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi. Dopo le bordate polemiche del Pd ccontro il Pdl sullo «Scippo permanente ai danni dell'Abruzzo» la risposta Chiodi è laconica e pungente. «I fondi per la bonifica della discarica di Bussi Pescara non sono mai stati tolti dal Governo semplicemente perché non sono mai stati concessi». A giudizio del Pd e della Cgil, invece, i fondi almeno sulla carta, non solo c'erano e ammontavano a circa 120 milioni di euro ma sono stati usati dal governo Berlusconi per il disinquinamento e il rilancio di altri siti. «La bonifica della cosiddetta discarica dei veleni di Bussi sul Tirino», osserva Chiodi, «è una priorità per la Regione Abruzzo».
Un impegno «per la rilevanza ambientale ed igienico-sanitaria che la problematica ha avuto e continua ad avere sulla popolazione regionale interessata che è pari a circa 400 mila abitanti. Purtroppo», lamentaGianni Chiodi, «l'informazione che l'opposizione in Consiglio regionale tenta di dare su questa vicenda è sempre strumentale e surrettizia. E' un suo legittimo diritto esprimere critiche e valutazioni, ma non è corretto che faccia disinformazione».
Chiodi conferma che promuoverà iniziative, «questo Governo regionale è pronto a giocare il suo ruolo attingendo, in parte, ai 24 milioni di euro di fondi disponibili nell'ambito del Por 2007-2013 per il finanziamento dei siti da bonificare, ma è necessario per la rilevante portata economica degli interventi, che il Governo supporti la bonifica dell'area inserita nell'ambito di un Sito d'interesse nazionale (Sin)».
Chiodi fa anche una promessa.
«Mi impegnerò», sottolinea il presidente della giunta, «in questa direzione perché si diano risposte tempestive al problema ma non si dica che c'é stata distrazione di fondi poiché si è trattato semplicemente del trasferimento di un capitolo, prima relativo ad un fondo nazionale indistinto pari a circa tre miliardi di euro, al Fondo strategico a disposizione della presidenza del Consiglio dei ministri. So che c'é un'aspettativa forte su questa tematica ma sono estremamente fiducioso ed altrettanto convinto che se qualcosa si farà per bonificare la discarica di Bussi, si farà grazie a questa amministrazione che si sta muovendo in maniera seria al contrario di quanto accaduto in passato».
Le assicurazioni e l'impegno di Chiodi però non soddisfano il Pd che rilancia la polemica.
«L'opposizione non fa nessuna mistificazione», sostiene Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd, «ma solo il suo dovere, quello di informare l'opinione pubblica, può forse provocaria orticaria e risposte stizzite, ma è il nostro dovere, quello di dire la verità e non ci fermiamo. Quanto dichiarato dal presidente Chiodi è solo un tentativo di accampare scuse e di arrampicarsi sugli specchi. La verità è una sola. Prima c'era un finanziamento destinato all'area di Bussi non solo per la bonifica, ma per un processo più ampio di re-industrializzazione. Ora quei fondi non ci sono più, non c'è piu la destinazione per Bussi, ma sono finiti in un calderone indistinto, gestito dalla Presidenza del Consiglio,del quale nessuno ha garanzie, nè può darle Chiodi, di come sarà utilizzato».
«Assurda è inoltre», accusa infine D'Alessandro, «la giustificazione del taglio dei fondi per l'assenza di un progetto. Un'altra clamorosa balla. Quei fondi erano a valere per un periodo ampio 2007-2013, periodo necessario a progettare e realizzare un intervento complesso, che appunto andava oltre la bonifica, puntando all'obbiettivo alla reindustrializzazione dell'area. Se non si bonifica, nessuno andrà lì ad investirci».

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