«Se alla Provincia loro insistono su Donato Di Matteo vorrà dire che se la suonano e se la cantano da soli». I toni sono pacati ma il contenuto assomiglia tanto a un aut aut e non è il modo ideale di procedere se va cercata un'alleanza. In verità Alfonso Mascitelli va al sodo con linguaggio diretto solo per evitare fraintendimenti con "loro", leggi con il Pd: partito che a chiacchiere persegue un'ampia coalizione per le elezioni comunali e provinciali ma, gira e rigira, per Palazo dei marmi casca sempre su Donato Di Matteo, che è certo un vincente ma non sta bene a chi, come il senatore dell'IdV, invoca di voltare pagina.
Le parole di Mascitelli risuonano nel giorno in cui il Pd ha riunito il coordinamento provinciale, schieratissimo per Di matteo. «Ne avremo per molto» aveva anticipato ieri pomeriggio Toni Castricone. Metteteci il tempo che volete, dice l'Italia dei Valori, ma non scegliete con vecchie logiche o andrete da soli. Mascitelli spiega: «Il centrosinistra deve saper dare all'elettorato un'immagine di cambiamento, segnale che deve partire da Pescara». Vuol dire che la scelta dei candidati dovrà cadere su volti nuovi, "non contaminati" dall'amministrazione D'Alfonso per quel che riguarda Palazzo di città: non un bel segnale per Moreno Di Pietrantonio, capogruppo consiliare del Pd che continua ad insistere sull'esigenza di primarie sperando, hai visto mai, che a spuntarla possa essere proprio lui per raccogliere la sfida del collega capogruppo Pdl Luigi Albore Mascia: «L'esempio di Città Sant'Angelo dimostra che quella delle primarie è la strada obbligata per una indicazione davvero democratica» ha ribadito Di Pietrantonio. Di avviso diverso Mascitelli: «Non ci sono i tempi per le primarie, a questo punto sarebbero finte e arronzate. Piuttosto ragioniamo una buona volta stando dalla parte dei cittadini - conclude il senatore dell'Italia dei Valori - e scegliamo un valido esponente della società civile». Sfumata l'ipotesi Fimiani, che in una nota prende distanze nette dall'eventualità di una sua candidatura a sindaco, il centrosinistra assicura d'avere un paio di assi nella manica, senza per altro escludere quel Marco Alessandrini che non sarà della società civile, in quanto consigliere comunale del Pd, ma è spendibile perchè, interpretando il concetto dell'IdV, «non contaminato» e perciò credibile.
Per Palazzo dei marmi Mascitelli sottolinea che l'IdV può (vuole) esprimere un candidato presidente, «abbiamo una rosa di nomi tra cui scegliere, senza dare per assodata la ricandidatura dei presidenti di Provincia uscenti: guardiamo alla proposta globale», e chiede di stringere i tempi, «una settimana ancora per chiudere, non di più».
Sui tempi rapidi Mascitelli trova in sintonia Gianluca Fusilli, coordinatore cittadino del Pd. Con opzioni diverse, però: «Se individuassimo un candidato sindaco tra la società civile, l'IdV potrebbe lasciare a noi la scelta sul candidato presidente alla Provincia» la butta lì Fusilli. Improbabile, sentito Mascitelli e non solo, visto che anche Enzo Del Vecchio, Pd, auspica rapidità e cambiamento: «Se al nostro provinciale indicano un candidato finiranno per spaccare anzichè unire e questo vorrebbe dire la sconfitta» dice profetico «con tutto il rispetto per Di Matteo che va risarcito della beffa delle primarie per la Regione. Quanto al Comune, non vedo possibile un candidato sindaco tra gli uscenti».