Terminata ieri sera la processione dei politici. «Sarò ogni giorno in Comune»
GIULIANOVA - Sono arrivati a casa sua da tutte le parti. Si può dire che ogni politico di centrodestra, dai big provinciali e regionali, ai coordinatori, fino agli esponenti locali e ai vecchi amici di sempre (come Mimì Di Carlo e Pierangelo Guidobaldi, con cui ha conversato fino a tardi sabato sera) si sia seduto nel suo salotto. E alla fine Giancarlo Cameli ha ceduto ed ha accettato la candidatura a sindaco per tutto il centrodestra, compreso l'Udc di Robuffo e Laudadio, che lo avevano proposto, e tutte le altre sigle e i vari raggruppamenti minori. Chi non è potuto andare a casa, gli ha telefonato. E ieri sera, dopo l'ultimo "assalto", è arrivato il sì. «Ma è stata soprattutto la gente comune- ha dichiarato Cameli- quella che mi ha incontrato per strada in questi ultimi giorni o mi ha fermato in ospedale per spingermi a candidarmi, quella gente è stata determinante. Il calore e l'affetto dei miei concittadini, è stata questa la molla che mi ha spinto a rompere ogni indugio e rimettermi al loro servizio per la crescita e lo sviluppo di Giulianova. Pertanto posso dire che la mia scelta deriva dall'aspetto umano e sociale di questa richiesta e non dalle pressioni politiche, che ci sono state e ringrazio pubblicamente tutti della fiducia accordatami». «So benissimo che rimettermi in corsa dopo cinque anni- ha detto il neo candidato- dopo le due legislature svolte sarà inizialmente faticoso. Per questo ho chiesto di poter contare in maniera decisiva sia nella scelta degli assessori, e tre saranno di mia esclusiva competenza, che nella compilazione delle lite (ci sarà una lista del Pdl ufficiale ed altre di appoggio). Voglio evitare che possa accadere quello che successe quando venni pugnalato alle spalle in un momento in cui, lo voglio dire con forza, ero malato di tumore. La forza e la fede mi salvarono». E la famiglia qual è stato il ruolo della bella famiglia Cameli? «Ringrazio mia moglie e i miei figli- dice l'ex sindaco- lo devo ammettere, erano contrari, ma mi ha confortato quando mi hanno detto "qualunque cosa deciderai, noi ti saremo vicini". E io sarò vicino alla gente. A fine marzo smetto di fare il medico e, se sarò eletto, ogni giorno sarò al mio posto in Comune a parlare con i miei collaboratori, ma le porte spalancate per i cittadini e soprattutto per chi avrà più degli altri bisogno». La sfida con Francesco Mastromauro è già iniziata.