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Pescara, 26/04/2026
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Data: 31/03/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le elezioni - Provincia, in campo Di Matteo. Il Pd sceglie: è l'unico candidato. Alleanze a rischio

Ma l'IdV rivendica la successione a Pino De Dominicis

PESCARA. Il Partito democratico risarcisce Donato Di Matteo dopo la beffa delle elezioni regionali. Al termine di una riunione fiume dell'assemblea provinciale del partito, in via Lungagerno sud, Di Matteo è stato indicato con una manciata di astenuti e nessun contrario come l'unico candidato alla presidenza della Provincia di Pescara. È il suo l'unico nome che sarà presentato al tavolo della coalizione, prendere o lasciare. Alla vigilia di una difficilissima tornata elettorale, il Pd di Pescara sceglie lo scatto d'orgoglio nei confronti dei possibili alleati vecchi e nuovi, ma anche dei vertici romani e del commissario Massimo Brutti e si prepara a una trattativa politica in salita. La scelta di Di Matteo, infatti, rischia di portare alla rottura drastica e immediata in tutta la regione (comune di Pescara compreso) con l'Italia dei Valori che, durante un incontro dei vertici del centrosinistra, aveva rivendicato la successione a Pino De Dominicis: per il partito di Di Pietro, condizione imprescindibile per l'alleanza era avere una presidenza su quattro tra le Province, e quella poltrona si trovava a Palazzo dei Marmi. Solo a una condizione il Pd avrebbe potuto accettare: se il candidato fosse stato un uomo forte come Carlo Costantini. Di fronte a nomi diversi, è stato lo stesso segretario provinciale Antonio Castricone a dichiararsi contrario: «Il senso di responsabilità, il passo indietro, andrebbe chiesto a loro» ha detto di fronte all'assemblea. Dunque, due i nomi: Donato Di Matteo o Giorgio D'Ambrosio. «Ma senza spaccature, perché il partito diviso ci porterà alla sconfitta e ci saranno effetti anche sulle elezioni a Pescara e negli altri Comuni» ha sottolineato Castricone. «Sono un soldato che ubbidirà a quello che vorrete» ha detto Di Matteo durante il suo intervento, dichiarandosi disponibile ad accettare qualunque decisione. A patto, però, in caso di candidatura, di non provocare spaccature all'interno del partito. E se l'Italia dei Valori vuole una Provincia, ha sottolineato, «può anche non essere Pescara». Difficile: i presidenti uscenti del Pd delle altre tre amministrazioni provinciali, però, hanno già avuto rassicurazioni da Roma sulla loro ricandidatura. «Deciderò se candidarmi alla presidenza della Provincia solo se me lo chiederà la coalizione» aveva detto nelle settimane scorse Di Matteo in risposta all'iniziativa dei sindaci del Pd che l'avevano rimesso in campo. Dopo quelle dichiarazioni, il coordinatore regionale dell'Idv Alfonso Mascitelli, e il consigliere regionale Costantini avevano bocciato l'ipotesi di schierare l'ex assessore regionale, indagato e poi prosciolto nell'inchiesta sulle acque. La scelta del partito, dunque, rischia di far saltare l'accordo con un alleato già riottoso. E questo nonostante ancora ieri il segretario cittadino del partito, Gianluca Fusilli, abbia ribadito la necessità di costruire la più ampia coalizione possibile, Udc compresa, lavorando fino all'ultimo momento. Un obiettivo che, a questo punto, è sempre più lontano. (m.r.t.)

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