Già 21 anni fa aveva fatto scuola, quando sperimentò la prima giunta biancorossa d'Abruzzo, allargata a Pci e Dc. E ora l'officina politica di Città Sant'Angelo potrebbe tornare a fare da maestra a Pescara. Dove i big del Pd guardano con interesse al successo delle primarie che domenica scorsa hanno incoronato, a Città Sant'Angelo, Gabriele Florindi candidato sindaco del centrosinistra. Non se ne parla per la Provincia, dove il Pd tiene stretto su Di Matteo. Ma le primarie potrebbero sciogliere i nodi che avviluppano la scelta del candidato sindaco per il dopo-D'Alfonso. «A Pescara le condizioni per ricorrere alle primarie ci sono ed è ancora possibile farle, ma si dovrà decidere nelle prossime ore - ha detto ieri il segretario provinciale Pd Antonio Castricone nel presentare il successo di Città Sant'Angelo -. Le primarie richiedono motivazione e un grande sforzo organizzativo, ma per la scelta del candidato sindaco di Pescara ci sono ancora le condizioni per organizzarle».
Non si discute, invece, sul nome di Donato Di Matteo alla guida della Provincia: è il messaggio con cui Castricone risponde al veto di Mascitelli e Costantini. «Basta con questi atteggiamenti arroganti da parte dell'Italia dei Valori. Il Partito democratico di Pescara rivendica la candidatura alla presidenza della Provincia e l'assemblea provinciale ha indicato Di Matteo per ricoprire questo ruolo - dice Castricone -. Ricordo che è stato lo stesso Carlo Costantini, da candidato a presidente della Regione, a volersi affiancare a Di Matteo nei comizi, annunciando che in caso di vittoria lo avrebbe nominato assessore. Non capiamo perché oggi l'Idv dica no a un uomo che il suo massimo esponente ha voluto affiancarsi quasi ogni giorno. Questa volta il Pd non accetterà posizioni strumentali e di cattivo gusto». Sì alla coalizione, ma no ai diktat: è anche la posizione del Pd di Città Sant'Angelo che da lunedì incontrerà Pdci, Prc e Idv per provare a conservare la guida della città, ininterrotta da 33 anni. Ma riaggregare tutte le forze del centrosinistra significa anche riagganciare il sindaco Graziano Gabriele - che si è tirato fuori dalla corsa delle primarie - evitando che alla fine decida di mettersi a capo di una lista civica. «Ringrazio Graziano Gabriele per avermi dato la possibilità di fare il vicesindaco - ha detto ieri il candidato sindaco Gabriele Florindi - e lo invito a unirsi alla squadra che lavorerà per le amministrative». Eppure lo strappo sembra difficile da ricucire. «Grazie per l'invito, ma non sono interessato a questo percorso», dice il sindaco Gabriele che si trincera dietro il no comment anche sull'ipotesi di correre da solo a giugno. Gabriele aveva chiesto una riconferma sulla base della valutazione del suo lavoro e rifiutato la sfida delle primarie lanciata dal suo vice. A contendersi la carica alla fine erano stati Florindi e il segretario cittadino Antonio Melchiorre. «Il successo di Città Sant'Angelo dimostra che i cittadini vogliono scegliere direttamente il candidato sindaco», dice Castricone. Con 2482 schede, il Pd angolano ha portato alle urne quasi un quarto degli elettori.