TERAMO. Taglio degli assessorati e volti nuovi in giunta. Sono queste le mosse studiate dal Pd per contenere i costi della politica e puntare sul rinnovamento ai vertici del Comune. In attesa di sapere se il sospirato matrimonio con l'Udc si farà, il Partito democratico lancia le proprie proposte programmatiche per le elezioni del 6 e 7 giugno. «Sosteniblità» è la parola chiave del documento. «Si tratta di un tema orizzontale», spiega il segretario e candidato sindaco del Pd Alberto Melarangelo, «che attraversa tutte le questioni di contenuto per la futura amministrazione della città».
Il programma, che condensa spunti e proposte in 15 pagine, è un "testo aperto".
Sarà sottoposto agli alleati, ma viaggerà anche via internet, con la pubblicazione su Facebook, per raccogliere indicazioni dai cittadini.
ALLEANZA CIVICA. La premessa politica è che il Pd mira ad andare oltre il centrosinistra tradizionale.
«Da solo non basta a vincere», sottolinea Melarangelo, «la coalizione va allargata a forze moderate, partendo dall'Udc, ma senza escludere Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica». L'idea è di avviare un laboratorio politico che costrisca un'alleanza di "forte impegno civico", nella quale sono già confluiti l'Italia dei Valori e la lista messa in campo dall'ex candidato sindaco del centrosinistra Lino Befacchia, dall'ex consigliere Valdo Di Bonaventura e dall'ex assessore Udc Paolo Albi.
Le cose da fare sono elencate per capitoli che vanno dalle misure immediate per combattere la crisi e per ridurre i costi della politica, a interventi di lungo termine su ambiente, rifiuti e infrastrutture.
MENO POLTRONE. «Ridurremo gli assessorati da dodici a otto», spiega Giusy Casolani, coordinatrice del circolo del Pd di Villa Vomano, «e l'efficenza sarà migliorata tramite la revisione di regolamento e statuto comunali entro i primi sei mesi della consiliatura». Sarà anche riorganizzato l'ufficio per la ricerca di finanziamenti europei.
WELFARE DEMOCRATICO. I servizi sociali saranno gestiti tramite piani personalizzati creati dagli utenti.
«Vogliamo realizzare un welfare democrtico che riporti la persona al centro dell'azione amministrativa», spiega Simona Mazzilli, «l'ente non finanzierà più l'offerta ma la domanda di servizi erogati da personale accreditato e controllato dall'ente».
LOTTA ALLA CRISI. Il Comune, secondo il Pd, può fornire risposte immediate a sostegno di disoccupati e famiglie in difficoltà.
«Nei primi cento giorni istituiremo un fondo di garanzia per l'erogazione del microcredito», osserva Ilaria De Sanctis, coordinatrice del circolo del Pd di Teramo centro, «e saranno create società di servizi e pubblica utilità per sviluppare forme innovative di occupazione».
GRANDI OPERE. L'economia locale sarà sostenuta con la partecipazione agli interventi avviati dalla Provincia con l'assegnazione dei fondi Fas e il piano d'area della Val Tordino, ma si baserà anche sulle infrastrutture. Tra queste spiccano il completamento del Lotto zero, la realizzazione della tangenziale nord, il prolungamento della ferrovia fino a Scapriano con la prospettiva di farla arrivare ad Ascoli, nonché il recupero e la destinazione ad attività prevalentemente pubbliche di contenitori dismessi come l'ex ospedale psichiatrico e l'ex Villeroy. «Non saremo il fronte del no», sottolinea Melarangelo, «dalla folta rappresentanza teramana in Regione ci aspettiamo risposte concrete».
AMBIENTE. Raccolta porta a porta e tariffa di smaltimento personalizzata a seconda della quantità di differenziazione avviata dai singoli cittadini sono i cardini del programma sulla gestione dei rifiuti. «La convenzione con la Team andrà rivista», fa notare Domenico Bucciarelli, ex assessore all'ambiente che si ricandiderà con il Pd, «la società che cura l'igiene urbana dovrà investire gli utili nel migioramento dei servizi».
Potenziamento del trasporto pubblico e delle piste ciclabili e piano regolatore degli orari rappresentano altri punti centrali del programma ambientale.
CULTURA. Il patrimonio culturale e artistico della città verrà organizzati in due grandi poli: quello contemporaneo, che raggrupperà il castello, la pinatoceta l'ex provveditorato e altre strutture, e quello archeologico, formato dai principali siti e monumenti storici.
LE FACCE NUOVE. Allegato al programma c'è anche una mozione, approvata nell'ultima assemblea comunale, che impone al partito di destinare il 50% dei suoi eventuali posti in giunta a persone alla prima esperienza amministrativa. «E' un modo per combattere l'autoreferenzialità della politica», dice Stefano Alessiani, del circolo del Pd della Gammarana, «e per dare un segnale di rinnovamento alla città».