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Pescara, 28/04/2026
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Data: 02/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le elezioni - Caso Paolini, è lite nel centro destra. Candidatura alle provinciali al centro della querelle. In attesa della scelta romana

LANCIANO - Candidature alla Provincia e osservazioni al Prg al centro del dibattito politico a Lanciano. Partiamo dal "caso" Provincia. Sul passo indietro a cui sarebbe chiamato il sindaco Paolini per la candidatura a presidente della Provincia di Chieti in nome del Pdl, di cui ci siamo occupati ieri, nel centro destra non tutti sono d'accordo con le proteste che arrivano dal gruppo dirigente dell'ex partito di Forza Italia, ora confluito nel Pdl. «Se Lanciano non ha più alcun peso politico - dice un consigliere comunale di centro destra, che preferisce mantenere l'anonimato - la colpa è proprio di questi pseudodirigenti che ora protestano. E responsabilità ne ha pure il sindaco Paolini che, evidentemente, non ha creato attorno a sé alcuna forza. Poi, non è colpa dei "vertici" nazionali, se Lanciano non ha propri rappresentanti alla Regione: i candidati lancianesi c'erano, solo che il gruppo dirigente ha preferito indirizzare le preferenze degli elettori verso i candidati dei paesi vicini, ed è successo sia nel centro destra che nel centro sinistra, e adesso è inutile piangere sul latte versato. A Vasto, tanto per fare un esempio, hanno eletto ben quattro consiglieri regionali. Infine, non è neppure il caso di lamentarsi perché tutto si decide a Roma: a suo tempo, anche la candidatura a sindaco di Filippo Paolini è stata decisa a Roma». E di candidature alla Provincia si parlerà anche al Comitato provinciale dell'Udc, che si riunisce oggi, ore 18, all'hotel Giardino di Fossacesia.
Prg. Il Partito Democratico ha presentato entro i termini previsti del 28 marzo scorso, diverse osservazioni «tendenti a migliorare e qualificare, per quanto possibile, uno strumento urbanistico di cui si ravvisa, come più volte manifestato, una limitata visione strategica per lo sviluppo della Città». In particolare, secondo il Pd, «il nuovo strumento urbanistico, per il suo basso livello di proposta, limita di fatto la possibilità che Lanciano possa rappresentare un chiaro riferimento per il comprensorio sia sotto l'aspetto commerciale che scolastico e sociale, e l'elaborazione del piano strategico Lanciano-Atessa, assolutamente evanescente e privo di risposte di rango elevato, rischia di compromettere le residue opportunità di sviluppo e di guida della nostra Città a vantaggio di altri centri». Le osservazioni presentate dal Pd riguardano soprattutto «la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini attraverso l'opposizione all'art.45 che non risolve il problema dell'inquinamento elettromagnetico; la salvaguardia dell'agricoltura e degli insediamenti produttivi in zone agricole attraverso la richiesta di reinserimento integrale di quanto previsto nella legge regionale 18/83, che viene recepito in senso molto restrittivo; garanzia di un percorso di legittimità per quanto attiene l'intero iter procedurale del Prg e principalmente alla procedura della "valutazione ambientale stategica", per la quale si ravvisano evidenti vizi procedurali».









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