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Pescara, 28/04/2026
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Data: 02/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Piano casa ok, darà slancio alla nostra economia» Bonanni: l'accordo governo-Regioni? E' la dimostrazione di cosa si deve fare per uscire dalla crisi

ROMA Raffaele Bonanni, un giudizio a caldo sul piano casa.
«Intanto un piano casa e infrastrutture - dice il leader della Cisl - ha senso soltanto in presenza di un accordo tra governo e Regioni. Sono soddisfatto per l'intesa raggiunta che si aggiunge a quella sugli ammortizzatori sociali. E' un risultato rilevante perchè la crisi si affronta e si supera se c'è collaborazione e le misure sulla casa costituiscono un intervento rilevante perchè rientrano in quelle politiche anticicliche in grado di iniettare forti dosi di denaro nell'economia. Solo collaborando si esce dall'emergenza».
Ma sul piano squisitamente tecnico il piano la soddisfa? Il premier sostiene, per esempio, che potrebbe mettere in circolo 60-70 miliardi.
«Nessuno è in grado di fare calcoli però è evidente che va ad attivare centinaia di miliardi di risorse in mano a privati che in questo momento preferiscono investire sul mattone. Oltre tutto queste risorse potranno essere messe in campo in cinque giorni. Faccio un esempio banale: il muratore acquista i materiali per l'edilizia che sono anche cavi elettrici, infissi, mattoni. Vengono attivati una quarantina di settori del lavoro. Sono sempre convinto dell'attualità del vecchio detto: quando il muratore lavora, tutto il Paese va».
Nel piano c'è una precisa limitazione nei settori di intervento: vengono esclusi condomini e centri storici...«Be' noi della Cisl abbiamo sempre sostenuto che l'accordo dovesse essere il risultato di un compromesso tra governo e Regioni che tenesse conto delle diverse sensibilità. E spero che, dopo il piano casa, si trovi un'intesa anche sulle infrastrutture».
Di che tipo?
«Tutte le opere medie e grandi devono avere un commissario di alta qualità e garanzia per la loro realizzazione, come si è fatto per il passante di Mestre. Ne avessimo una ventina di questi tecnici, in tre anni cambieremmo il Paese».
Però mentre a livello politico e istituzionale si individuano intese, il sindacato si spacca. Sabato la Cgil ha indetto una manifestazione alla quale hanno già dato la loro adesione molti governatori e molti sindaci...
«Se tanti soggetti politici, tutti dello stesso colore, hanno deciso di partecipare, vuol dire che quella manifestazione che si fa a un mese dalle europee, si fa in una piazza politica più che sindacale. E' la solita Cgil che fa politica offrendo la sua piazza alla politica. Però ormai la sua storia la conosciamo bene. Normale. Quello che è anormale è che partecipino governatori e sindaci i quali rappresentano tutti i cittadini e sono gli stessi che hanno invitato per mesi le parti sociali a concludere gli accordi. Primo tra tutti quello sul modello contrattuale. Ora per avere la piazza sono disposti a dimenticare i doveri verso la gente che rappresentano e a rinnegare le loro convinzioni di rapporto con l'intera società».
L'accordo sui contratti però è stato bocciato dal referendum indetto dalla Cgil.
«Una panzana per preparare la manifestazione. Hanno scritto le cifre senza alcun senso del pudore».
Epifani intanto avverte che si andrà ai rinnovi contrattuali con piattaforme separate.
«Se lui andrà da solo, quaranta associazioni imprenditoriali e gli altri sindacati andranno uniti».







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