ROMA «Il Pd aderirà ufficialmente alla manifestazione di sabato della Cgil con una propria delegazione ufficiale». Firmato: Pierluigi Bersani. Oibò, avran pensato dalle parti del maggior sindacato nonché in buona parte dello stesso Pd, allora il partito c'è, si fa vedere, non cincischia, prende posizione. Bersani, avrà pensato qualcun altro, sta anticipando una decisione già presa dal vertice democrat, quindi sabato al Circo Massimo si vedranno in piazza i dirigenti del Pd senza distinzioni di casacche, di credo e di ex appartenenze, non ricomincerà il solito ping-pong su aderire sì, aderire no. Passano i minuti, passano le mezzore, ma nulla di tutto questo accade. La delegazione ufficiale non viene mai annunciata, al suo posto arrivano in via riservata mugugni di altri dirigenti democrat per nulla d'accordo con l'avviso di Bersani, che a qualche ex margherito è suonato più come un ukase che come un invito unitario e fraterno a scendere in piazza. Beppe Fioroni tra una riunione e l'altra, sia pure a monosillabi, commenta: «Deciso nulla. Bersani dice che va? Vedremo». Sembra la scena del Purgatorio dantesco, laddove Belacqua l'ignavo dice al poeta "or va tu su che sei valente".
La parole di Bersani non devono avere fatto un grande effetto positivo sul segretario e sul suo entourage. Franceschini, impegnato a Bruxelles in riunioni pure fruttuose sulla vexata quaestio del Pse, ha dovuto dire la sua e sciogliere almeno in parte la riserva con sorpresa che aveva mantenuto fin qui a proposito della manifestazione: «Il Pd ci sarà, ci saranno tanti parlamentari e dirigenti, ci saremo come anche con Cisl e Uil». Ma niente delegazioni ufficiali. Il segretario chiede e ottiene una precisazione da Bersani, che non parla più di delegazione ma ci tiene a far sapere che «quando anche la Cisl e la Uil faranno qualcosa di buono e di positivo, saremo felici di stare in piazza con loro». La conclusione è che se Franceschini, come raccontano, si stava ormai orientando per essere anche lui presente in piazza, adesso la cosa diventa un po' più complicata per non dire impossibile: Bonanni leader cislino già aveva protestato per le adesioni di amministratori quali Marrazzo e Iervolino non proprio di provenienza ex Ds, e in questi giorni sia lui che la Uil hanno fatto notare che la manifestazione cgiellina è anche contro di loro. Torna in piazza dunque il Pd ex Ds con Massimo D'Alema in testa che avalla: «E' giusto andare lì per ascoltare e capire i lavoratori, è importante che in un momento così difficile il maggior sindacato faccia sentire la sua voce».
Più positiva la trasferta europea. Franceschini ha incontrato il capogruppo del Pse Martin Schulz, e lì sono stati fatti passi avanti: dietro la formula canonica "il Pd non entra nel Pse", in realtà si è registrato un accordo perché il futuro gruppo del Pd sia strettamente collegato, talmente collegato al gruppo non al partito socialista, da risultare difficile distinguerli. E Piero Fassino conferma: «Colloqui molto fruttuosi».