MONTORIO. Il vano motore del pullman Montorio-Teramo prende fuoco sulla salita di Collevecchio, gli studenti e i pendolari scendono precipitosamente, l'autista spegne le fiamme con l'estintore di bordo. È successo ieri mattina intorno alle 7.40. Sulla statale 80 ci sono stati momenti di paura, ma nessuna conseguenza per i viaggiatori. Che poi hanno raggiunto Teramo con altri pullman Arpa.
Resta, però, una scia acre di polemiche. Secondo i genitori di alcuni studenti che viaggiano tra Montorio al Vomano e Teramo gli autobus del primo mattino sono sempre stracolmi e i ragazzi viaggiano in condizioni disagiate, spesso in piedi e stipati come sardine. Una mamma, R.M., racconta: «Ho due figli che hanno l'abbonamento ma devono viaggiare sempre in piedi. I pullman arrivano a Montorio già iperaffollati, qualche volta sono così pieni che i ragazzi non vengono fatti salire e arrivano in ritardo. Magari il mezzo andato a fuoco si è surriscaldato proprio perché viaggia con un carico eccessivo». Il guasto meccanico di ieri, insomma, è la classica goccia che fa traboccare il vaso della protesta.
L'ufficio stampa dell'Arpa racconta così, in una nota, l'incidente: «Si è verificato un guasto alla tubazione dell'impianto idraulico del cambio. Ne è seguita la fuoriuscita dell'olio che ha provocato un principio di combustione e conseguentemente del fumo nel vano motore. Il nostro conducente è intervenuto tempestivamente utilizzando l'estintore a bordo del bus e provvedendo, successivamente, a mettere in sicurezza il mezzo. Non ci sono stati danni di alcun genere ai passeggeri che sono stati trasportati in breve tempo sugli autobus Arpa che transitavano lungo la statale 80. Sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, oltre alla squadra dell'Anas che ha provveduto a raccogliere l'olio fuoriuscito dal bus, ed alla squadra dei vigili del fuoco che non hanno dovuto effettuare interventi».
Per quel che riguarda il sovraffollamento dei bus impiegati su questa tratta, l'ufficio stampa dell'Arpa risponde così alla sollecitazione girata all'azienda dal Centro e proveniente dai genitori. L'Arpa assicura: «Il numero dei passeggeri trasportati giornalmente non supera quello consentito e previsto dal libretto di circolazione. Questo non vuol dire che, nel caso di necessità, l'azienda in futuro non possa istituire corse bis». (d.v.)