L'AQUILA. Sulla metropolitana di superficie e gli esorbitanti costi che pioveranno sull'intera collettività, il Comune per ora può tirare un sospiro di sollievo, perché non ci saranno ulteriori soldi da pagare, come le sanzioni economiche che aveva deciso l'Unione europea. La Ue, infatti, ha archiviato la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Questo grazie all'adempimento, da parte del Comune, delle prescrizioni imposte dalla Corte di giustizia eurpea.
La comunicazione dell'archiviazione è arrivata, al sindaco, Massimo Cialente, dal dipartimento per le Politiche comunitarie della presidenza del Consiglio dei ministri.
La Corte di giustizia europea, nel novembre scorso, aveva condannato lo Stato italiano per la questione della tramvia su gomma, sostenendo che non fosse stata rispettata la direttiva sugli appalti pubblici in merito alla progettazione e alla realizzazione della metropolitana. L'opera, secondo i magistrati europei, non poteva essere predisposta con il ricorso a un project financing, ma seguendo l'iter dell'appalto. Il Comune dell'Aquila si era adeguato tempestivamente a tale provvedimento, attraverso una delibera di indirizzo della giunta, cui aveva fatto seguito la determinazione dirigenziale per la revoca della convenzione (e degli atti connessi) a suo tempo stipulata con la concessionaria, la Cgrt.
«Tale impostazione data dalla municipalità», ha commentato il sindaco Cialente, «ha avuto, come conseguenza, l'archiviazione della procedura di infrazione. Ciò, a testimonianza di come, quando i procedimenti vengono effettuati con linearità e trasparenza, si riescono a cogliere gli obiettivi. Il pronunciamento della Commissione europea significa anche un'altra cosa, e cioè che l'attuale amministrazione è riuscita a porre rimedio agli errori eclatanti e devastanti commessi nel passato, facendo in modo che non ci saranno sanzioni né a carico dello Stato, né, di conseguenza, del nostro Comune. Ora resta in piedi la questione complessiva della tramvia su gomma, che stiamo affrontando con la massima accortezza e studiando tutte le soluzioni possibili, soprattutto difendendo i cittadini dai gravi errori dei precedenti amministratori comunali e dei ministeri competenti». (v.p.)