L'AQUILA. La terra trema ancora. Il terremoto colpisce per tre volte con una violenza appena inferiore alla scossa di lunedì notte, provoca nuovi crolli e semina il terrore. Il bilancio è pesantissimo: 235 morti accertati, 15 non ancora identificati. Quaranta appartengono a Onna, dove si è smesso di scavare. I corpi sono allineati nell'hangar della scuola sottufficiali della Finanza, dove è stato allestito l'obitorio.
Ma si contano ancora una trentina di dispersi. Cinquecento i feriti negli ospedali, 100 in gravi condizioni. Gli sfollati, secondo i dati forniti dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, ammontano a 25mila.
Dalle macerie sono state estratte vive 150 persone; l'ultima, una ragazza di Rimini, è stata tirata fuori dopo 43 ore. Anche i soccorritori hanno pagato il loro tributo di vita. Un caposquadra dei vigili del fuoco è stato stroncato da un infarto. Aiuti arrivano da tutta Italia, mentre il presidente Usa Barack Obama ha assicurato di essere pronto a fornire il suo contributo. In serata sono state attivate 20 tendopoli con 16 cucine da campo in grado di ospitare 14.500 persone.
L'ultimo movimento tellurico, di magnitudo 5.3 della scala Richter, è stato avvertito nell'Aquilano alle 19.42, ma è stato sentito in tutto il Centro Italia. L'epicentro è stato localizzato tra San Panfilo d'Ocre, Fossa, Sant'Eusanio e Forcenese. La violenta scossa ha provocato un nuovo esodo: migliaia di persone stanno cercando rifugio sulla costa. Gli altri hanno preferito rimanere nelle tendopoli, nelle loro auto, nelle strutture di fortuna allestite da molti piccoli Comuni dell'area colpita.
Negli alberghi della riviera sono ospitate già mille persone, Pescara è pronta ad aprire le scuole. Ma la paura è diffusa: alcuni degli sfollati, sebbene alloggiati in albergo, hanno preferito dormire nella hall o nell'auto parcheggiata a poca distanza. Secondo Federalberghi, sono stati garantiti circa 6.500 posti negli hotel. Lunedì notte una ragazza si è lanciata dal balcone all'Aquila: è in coma irreversibile.
Tutti hanno cercato di arrangiarsi per passare la prima notte dopo il disastro: nei paesi, le prime tende sono arrivate solo ieri, ma in numero inferiore alla richiesta iniziale, mentre mancano ancora i bagni in numerose zone. All'Aquila ci sono stati nuovi crolli in centro. Diverse porzioni delle mura che cingono la città sono venute giù. Ha ceduto parte del Duomo e anche la cupola della chiesa delle Anime Sante, già devastata dal sisma di lunedì. Chiuso il ponte Belvedere. Crolli di edifici anche in diversi paesi dell'Aquilano, a Picenze, Petogna e Villa di Barisciano.
Si continua a scavare, ma escono solo cadaveri dalla Casa dello studente dell'Aquila, che dovrà essere demolita per consentire il recupero sotto le macerie ed evitare pericoli ai soccorritori. Ieri, è tornato il premier Silvio Berlusconi, che anche oggi si riaffaccerà all'Aquila. Si preparano al viaggio anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, che trascorrerà la Pasqua in una tendopoli. Cordoglio dal Consiglio d'Europa, in attesa dei funerali che potrebbero svolgersi venerdì.
Accanto alla paura per le scosse vere, quella provocata dai falsi allarmi con telefonate e sms, che hanno ha fatto uscire la gente da uffici e abitazioni in tutto l'Abruzzo. Da oggi, 1.500 tecnici cominceranno a monitorare gli edifici colpiti. L'Agenzia delle entrate ha sospeso i pagamenti di tasse locali e nazionali per i comuni coinvolti dal sisma. Il Governo, nel Consiglio dei ministri di domani, varerà gli aiuti economici.