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Pescara, 28/04/2026
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08/04/2009
Il Messaggero
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TERREMOTO IN ABRUZZO - Ore 19,51, altra scossa. Crolli all'Aquila, e Sulmona va in tendopoli. Valutata di magnitudo tra 5,3: la più forte dopo quella di domenica notte. |
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Anche gli abitanti del capoluogo peligno invitati a lasciare le case
L'AQUILA - Un altro boato ha scosso L'Aquila ieri sera, intorno alle 19.51. Una nuova scossa ha fatto tremare la terra, mentre un denso polverone bianco si alzava da alcune zone della città, in particolare dalla stazione. La nuova scossa di terremoto ha causato nuovi crolli del centro dell' Aquila e una nuvola di polvere è stata vista levarsi anche da via XX Settembre, dove si trovavano al lavoro i soccorritori. Alla Scuola Sovrintendenti della Guardia di Finanza, dove alcuni cronisti stavano confluendo in attesa di un nuovo bilancio delle operazioni da parte dei responsabili della Protezione Civile, il pavimento ha cominciato a tremare e gli intonaci si sono staccati. Immediato il fuggi fuggi generale nel piazzale della caserma. La scossa è stata valutata di magnitudo 5.3 della scala Richter, ed è la più forte dopo quella della notte tra domenica e lunedì di magnitudo 5.8.
La forte e prolungata scossa, di almeno venti secondi, ha causato un ulteriore crollo della Chiesa delle Anime Sante. E vengono segnalati crolli di edifici anche in diversi paesi del circondario dell'Aquila, in particolare nelle frazioni di Picenze, Petogna e Villa di Barisciano dove si sono viste altissime nuvole di polvere levarsi dai paesi. Tanta la paura. La gente, già fortemente provata, ha dovuto subire un altro duro colpo e si è preparata a trascorrere un'altra notte in preda all'ansia. Alle scosse non si fa l'abitudine.
La nuova offensiva del terremoto ha, tra l'altro, spinto la Protezione civile ad adottare misure urgenti anche per Sulmona: gli abitanti del capoluogo peligno, in particolare quelli del centro storico, sono stati invitati ad abbandonare le abitazioni ed a trovare rifugio in una tendopoli immediatamente allestita in via 25 aprile, in un campo sportivo utilizzato all'uopo. Naturalmente la notizia dell'allestimento della tendopoli e quella dell'invito della Protezione civile ad abbandonare le case ha suscitato grande apprensione a Sulmona, dove peraltro ci sono molte chiese e palazzi artistici, veri tesori d'arte. Anche in altri paesi gli abitanti in serata hanno lasciato le abitazioni e si sono riversati sulle strade, nei campi sportivi e comunque in posti il più lontani possibile dal rischio di crolli. Molta paura, un boato, cedimenti diffusi di cornicioni in strada, vetri, mobili e lampadari che ballavano nelle abitazioni: anche la città di Teramo, a 60 chilometri dal capoluogo di regione, ha avvertito in maniera netta la nuova forte scossa di terremoto che ha interessato l'aquilano.Molta gente ha raggiunto le auto per dirigersi lungo la costa o prepararsi a passare la notte all'aperto. Episodi analoghi anche in centri più lontani dalla zona terremotata, è accaduto ad esempio in alcuni paesi dell'interno della provincia di Chieti o nell'entroterra di quella di Pescara e al confine con la provincia dell'Aquila. Anche a Chieti la scossa si è sentita nitidamente, chi era in casa è uscito, subito sono scattati i controlli agli edifici pubblici e privati già lesionati dalle scosse precedenti. A Manoppello la scossa di ieri sera è stata avvertita molto distintamente, così come lo era stata quella della notte precedente, che aveva seminato ulteriore panico. Situazione di allarme un pò dovunque, cittadini con i nervi tesi, anche va detto che non sono stati segnalati episodi di particolare tensione. All'erta i comuni per far fronte ad ogni possibile evenienza. I controlli sono stati accentuati ieri sera dopo il "colpo" delle 19.51, il monitoraggio degli edifici a rischio prosegue incessante, così come quello sulle zone a rischio frana. Nulla viene lasciato al caso, anche nei comuni più distanti dall'epicentro del terremoto.
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