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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Studenti e militari, scoppiano altre polemiche. Gli universitari avevano chiesto la sospensione delle lezioni. «Gli alpini non si vedono? E invece ci sono»

L'AQUILA - Gli studenti hanno pagato un prezzo pesantissimo alla morte. Il dolore è visibile sui volti anche di chi l'ha scampata perché piange un amico o un'amica. La polemica nasce improvvisa e impietosa il giorno dopo: «Se l'università avesse chiuso le facoltà e avesse sospeso le lezioni, come avevano chiesto e invocato gli studenti, molti ragazzi avrebbero potuto salvarsi e, invece, sono stati costretti a rimanere in città, nelle loro case». Il rettore dell'università, Ferdinando di Orio, non ci sta: «La prima scossa forte, quella del 30 marzo, non aveva arrecato alcuna lesione alle strutture universitarie. Avevo fatto effettuare le indispensabili verifiche di staticità e, solo dopo, ho autorizzato a proseguire l'attività didattica». Però ciò ha costretto gli studenti, in massima parte fuori sede, a restare in città, nelle loro case, molte delle quali nel centro storico. «I nostri ragazzi avevano chiesto con forza di anticipare di una settimana le vacanze pasquali - dice un padre leccese che ha la figlia in salvo -: niente da fare. Mia figlia avrebbe avuto lezioni fino a mercoledì. Credo che qualcuno abbia sulla coscienza questa decisione».
Il rettore, ieri, ha effettuato un sopralluogo in gran parte della facoltà: «Medicina presenta lesioni. Ho parlato col ministro per accelerare i tempi della sistemazione. L'Aquila è una città universitaria, non può perdere questa risorsa perché sarebbe la fine di tutto. E' chiaro che non sarà facile trovare case per gli studenti, ma è importante che L'Aquila non perda la propria identità. Cercheremo soluzioni alternative, i colleghi di altre città hanno offerto i loro college».
«Mettere a disposizione le sedi di Cassino per garantire la continuità dei corsi e delle lezioni dell'Università dell'Aquila» è, infatti, la proposta avanzata dall'onorevole Antonello Iannarilli (Pdl) in risposta all'appello lanciato dal rettore Ferdinando di Orio per trasferire i 27 mila iscritti dell'ateneo la cui sede è gravemente danneggiata. Per attuare interventi concreti a favore delle popolazioni terremotate dell'Abruzzo, Iannarilli ha scritto a di Orio e al professore Paolo Vigo, rettore dell'Università di Cassino «con l'obiettivo di attuare una azione sinergica tra gli atenei e consentire la continuità dei corsi universitari». «Pienamente d'accordo» il rettore Vigo che ha evidenziato in particolare «la disponibilità della sede di Sora che dista meno di cento chilometri dalla struttura aquilana e potrebbe essere perfettamente fruibile dagli iscritti di quella università».
Un'altra polemica ha riguardato i militari, ma questa non ha motivo di essere perché gli alpini, di stanza all'Aquila, impiegati altrove, sono stati richiamati per aiutare gli uomini della Protezione civile. «Magari non si vedono - dice il tenente Giuseppe Genovesi - ma ci sono. Sono a Paganica, hanno scavato nelle macerie a Onna. Stanno lavorando gli specialisti, ci sono gli elicotteri sanitari dell'esercito, insomma stiamo dando il massimo».




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