Le città italiane non passano l'esame della qualità dell'aria. Nel 2007, tra le 33 località censite dal V Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano, solo Pescara, Potenza, Bolzano e Campobasso hanno i valori di pm10 che non superano i limiti giornalieri concessi dalla legge. Torino, Milano, Brescia e Venezia sono le città con il maggior numero di sforamenti, oltre 140 giorni in un anno, mentre Roma segue con 120. I numeri - elaborati dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - sono stati presentati nel corso dell'inaugurazione di Ecopolis, alla nuova Fiera di Roma. Per Roberto Carocciolo, direttore del Dipartimento Ambiente dell'Ispra, il rapporto presenta "più fattori di criticità che aspetti positivi, anche se c'è un trend positivo". Nel documento presentato sono stati evidenziati diversi aspetti riguardanti 33 diverse città, dai consumi di energia ai consumi di acqua, dall'urbanizzazione alle emissioni, fino ai trasporti e ai rifiuti. Per quanto riguarda questi ultimi, Padova si segnala come la città che raccoglie in modo più differenziato con il 39,4%, seguita da Torino con il 38,7%. Il fanalino di coda è Messina con il 2,3%. "Siamo ancora lontani dagli obiettivi normativi - aggiunge Caracciolo - ma ci sono segnali positivi". Bene anche i consumi delle risorse idriche: "Ora - conclude il direttore dell'Ispra - il 30% dell'acqua che parte dalla fonte non arriva a destinazione: c'è stato un miglioramento del 2%". Nelle case degli italiani, inoltre, cresce il consumo di energia elettrica, che arriva nel 2007 a 39.195 Kwh per abitante. Il dato è superiore a quello del 2000 (37.066), ma raggiunge quasi il picco del 2004 (40.070). Nel 2008, infine, nelle aree urbane considerate dal rapporto sono stati contati più di 1.000 impianti fotovoltaici in esercizio. Con 258 impianti di energia solare, pari a circa il 25 per cento del totale, Roma si aggiudica il primo posto tra le città.