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Pescara, 28/04/2026
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Data: 09/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
TERREMOTO IN ABRUZZO - La terra si è spaccata qui. La crepa è vicino all'Aterno: è larga trenta centimetri, da questo punto è cominciato tutto. Ecco le foto della faglia che ha causato il sisma (allegato)

ONNA. Tutto è partito da qui. Dalla periferia di Onna. Da una crepa della terra lunga 50 metri, larga 30 centimetri. I geologi la chiamano «faglia». E' il punto di rottura della superficie terrestre che determina il terremoto. Le foto che pubblichiamo sono un documento eccezionale e drammatico. Da questo punto si è generato il sisma che sta martoriando l'Abruzzo. Questa crepa è il cuore del terremoto. Costeggia il fiume Aterno, a trecento metri di distanza dalla frazione rasa al suolo.
Ci si arriva attraversando il prato dove, fino a tre giorni fa, erano allineate le bare dei martiri di Onna. Giunti in fondo, si gira a destra verso il ponte che passa sull'Aterno. Un vigile del fuoco ci guida in questo sopralluogo. La prima crepa che si incontra taglia l'asfalto.
LA CASA E' INTATTA. La seconda rottura, che è più ampia tanto da contenere una mano, è un paradosso della natura perché passa sotto un'abitazione rimasta intatta.
E' un paradosso perché è come sedersi su una bomba che esplode e non farsi nulla. Ma queste non sono ancora le rotture legate alla faglia principale.
Di crepe secondarie se ne incontrano altre due, sempre più ampie, fino a che il vigile del fuoco mostra la vera ferita della terra. E ci infila una gamba per farne capire la dimensione.
LA TERRA SI E' DISTESA. E' una «faglia normale»: così la definiscono gli esperti. La terra, in parole semplici, si è distesa in quel punto fino a strapparsi, determinando la prima violenta scossa tellurica. E' importante precisare che il solco, ampio trenta centimentri e lungo cinquanta metri, è l'effetto in superficie di una rottura principale profonda. Sul posto ora c'è una jeep della polizia. Due agenti vietano a chiunque di avvicinarsi perché il ponte sull'Aterno è lesionato e arcuato proprio a causa di questa lunga spaccatura della terra.
RIPORTATA SUL SITO. La conferma che questa sia la crepa legata alla faglia principale che ha generato lutti e disperazione arriva dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che pubblica, sul proprio sito, un'eccezionale mappa della tragedia che ha martoriato l'Abruzzo, elencando la lunga sequenza di scosse (in media dalle 10 alle 14 al giorno) che si sono susseguite dalle 3,32 della notte tra domenica e lunedì fino alle ultime. E segnando con una linea rossa le faglie che interessano l'Aquilano.
Sulla mappa ne passa una accanto a Onna e all'Aterno. Ma la prova della rottura vista dal vivo, fotografata da vicino, fa restare ammutoliti. Perché è comunque difficile credere che dietro questo ampio solco, che sembra scavato da un aratro tirato da buoi, si celi il perché della tragedia di centinaia di famiglie.

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