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Data: 09/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Nasce il villaggio della speranza. Epifani annuncia l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil: ospiterà mille persone

La cittadella sorgerà a Coppito in un terreno espropriato ieri Le ruspe sono già entrate in azione

L'AQUILA. Il primo segnale di speranza, dopo i giorni delle lacrime, arriva sotto forma di ruspe nel primo pomeriggio, a Coppito. Davanti ai residenti sfollati, nel grande prato dove per anni i cittadini hanno sperato di veder sorgere un parco, adesso nascerà il primo villaggio del dopo-terremoto. Per annunciare la grande iniziativa di solidarietà dei sindacati confederali, il segretario generale della Cigl Guglielmo Epifani arriva alle 10.30 accompagnato dai dirigenti regionali e provinciali.
Mentre i cavalli pascolano tranquilli sull'erba, tre escavatori chiamati dal Comune abbattono il muro di cinta ed entrano nel grande appezzamento di Murata Gigotti per spianare la terra. Davanti all'offerta del sindacato - tirare su a Coppito in poche settimane una cittadella e una gigantesca cucina per mille persone - l'amministrazione comunale messa in ginocchio da terremoto e rappresentata all'incontro di Coppito dall'assessore Ermanno Lisi, non perde tempo e ordina l'esproprio. D'improvviso, in mezzo alla distruzione, l'orizzonte cambia e si intravede un pezzo di futuro, seppure transitorio: arriveranno piccole case di legno, ciascuna di circa 50 metri quadrati, ma con i servizi, un vero letto, un tetto. Qualcosa che non sia la fragilità di una tenda, o la provvisorietà spaventosa dell'abitacolo di una macchina in cui rifugiarsi perché si è senza casa o perché si teme che quella rimasta in piedi crolli.
Dopo la visita alla frazione, dove nella prima fase d'emergenza la Pro loco si è sostituita alla Protezione civile offrendo cibo e il riparo sugli autobus messi a disposizione della Sangritana, l'arrivo di Guglielmo Epifani e l'annuncio del sindacati rappresenta un insperato cambio di rotta.
Grazie alla mobilitazione di tutte le segreterie regionali d'Italia, Coppito diventerà il centro operativo di Cgil, Cisl e Uil per i soccorsi. Non solo un grande magazzino di raccolta e distribuzione di viveri e beni di prima necessità, ma anche il villaggio, perché l'emergenza, spenti i riflettori e finita la grande emozione, sarà lunghissima. I primi passi saranno mossi già nei prossimi giorni quando, è stato detto, arriveranno le docce e una lavanderia per rendere meno disagevole la vita di persone che sono già state gravemente colpite. Con una firma, Lisi sottoscrive l'accordo: l'impegno che il sindacato chiede è che, conclusa la fase della grande emergenza, tra qualche mese, sia il Comune ad assumere la gestione del villaggio.
A seguire il progetto sarà Antonio Iovito, responsabile organizzativo della Cgil Abruzzo. Già oggi è atteso l'arrivo di un tecnico che dovrà verificare le condizioni per l'installazione del primo nucleo della cittadella: una tecnostruttura da 300 metri quadrati che arriverà da Bologna in grado di fornire pasti caldi a circa mille persone. All'interno del complesso, dovrebbero trovare spazio anche la scuola, la farmacia e gli uffici comunali.
Ma per Epifani, che dopo aver visitato Coppito accompagnato dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane e dal parlamentare del Pd Giovanni Lolli (entrambi personalmente colpiti dal terremoto) dare un tetto agli sfollati non basta. «Adesso bisogna fare ogni sforzo per portare i soccorsi e aiutare chi ha bisogno» ha detto il leader della Cgil, che era accompagnato da Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi della Fiom, «poi, bisognerà ragionare su quello che dovrà essere il futuro della città e si potrà lavorare alla ricostruzione con un pochino di serenità in più».
Per aiutare le persone senza più casa, né lavoro, la Cgil ha chiesto al governo di «garantire i salari e gli stipendi ai lavoratori di cui é forzatamente sospesa l'attività e assicurare il mantenimento dei rapporti di lavoro, escludendo nell'emergenza ogni forma di licenziamento». Fondamentale, inoltre, sia per le aziende che per dipendenti e pensionati l'esonero di imposte e tributi e la sospensione delle rate dei mutui. Ma guardando avanti, per la Cgil, non ha senso l'idea di new town lanciata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi: «Non può esistere una città nuova che non abbia legami con la storia e la cultura dell'Aquila, questa è la sfida che dobbiamo vincere»: per questo sarà fatta al governo la proposta di realizzare tra la città devastata e il nuovo che sorgerà un ponte, simbolo dei legami che non possono essere spezzati con l'identità e le radici. «Dobbiamo dare un segnale forte alla popolazione sfinita e sfiancata oggi dal terremoto, ieri dalla chiusura delle fabbriche e dalla perdita dei posti di lavoro» ha aggiunto Lolli. Un segnale che raggiunga anche i tanti che dopo la seconda, terribile scossa, di martedì sera, hanno deciso di lasciare L'Aquila e i paesi colpiti per dirigersi verso località più sicure.
«Ma tutte queste persone voglio tornare, e bisogna dargli una speranza di vita, così come occorrerà innescare meccanismi per salvare l'università perché dopo quello che è accaduto le iscrizioni crolleranno». Per questo, il deputato aquilano ha proposto di lavorare per la riapertura dei siti ex Finmec, nell'area industriale di Pile, una iniziativa che avrebbe già ricevuto la disponibilità di Finmeccanica: «Il capannone però è lesionato e dovrà essere riparato: vanno presi accordi con il governo per riportare le industrie in città, in modo da restituire fiducia agli aquilani».
A Coppito i primi aiuti di Cgil, Cisl e Uil sono arrivati già ieri, con l'afflusso dei primi viveri: la distribuzione potrebbe cominciare già oggi. Ma in attesa che il sindacato si organizzi, la Pro loco continua a sostenere gli sfollati grazie anche ai volontari che continuano ad arrivare e consegnare cibo, vestiti, prodotti per l'igiene. Ieri l'arrivo di un gruppo di ragazzi con un furgoncino da Avezzano ha consentito di riempire il magazzino e di portare aiuti a San Giacomo, dove era segnalato un gruppo di famiglie in difficoltà, perché il rischio è che i centri più isolati siano dimenticati.
Lentamente, l'organizzazione comincia a funzionare. Ieri sera, a Coppito, sono arrivate le medicine: i volontari della Pro loco, fatto l'elenco delle necessità, sono andati in ospedale per le ricette e sono tornati con i farmaci, che sono stati immediatamente consegnati ai tanti che ne avevano bisogno. Anziani, soprattutto. Con la disponibilità dei pasti forniti dalla protezione civile al campo di Centi Colella, 130 hanno pranzato e cenato attorno al centro civico di Murata Gigotti, dove si trova la sede dell'associazione. Una giornata senza scosse violente ha rassicurato gli sfollati: dopo la terza notte trascorsa in auto, 85 persone hanno deciso di accettare ospitalità nel dormitorio allestito dentro l'asilo, dove sono stati collocate 108 brandine. I letti sono stati numerati e, per coloro che si sono prenotati, il posto è stato assegnato a ciascuno con nome e cognome.
Nel giorno in cui la speranza è tornata tra gli sfollati, si sta cercando di organizzare una festa di Pasqua, soprattutto per distribuire le uova ai bambini e far sentire loro che un po' di normalità si può inventare anche in mezzo alle macerie. Ma che sia sobria, perché domani è il giorno dei funerali e dello strazio, e c'è gente che è ancora sotto le macerie, e nessuno sa ancora fornire dati precisi. Tutti sanno che non sarà facile, basta guardarsi intorno: gli elicotteri sorvolano le zone disastrate, passano le ambulanze urlando e a Pile è stato allestito un obitorio nelle celle frigorifere di un centro carni, dove ci sono sette salme da riconoscere e dove ieri la Pro loco è passata silenziosamente per lasciare bottiglie d'acqua per i parenti senza più lacrime. Per loro, l'orizzonte è rimasto buio.

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