PESCARA - I parlamentari stanzieranno mille euro a testa. Mille euro chiede Pittella del Pd anche agli europarlamentari. L'Italia dei Valori gioca al rialzo e invita i deputati e i senatori italiani a fare di più, a destinare all'Abruzzo almeno lo stipendio di aprile, tutto quanto. Collette, uova di Pasqua, cibo, agnelli, vestiti, denaro. E' la corsa alla solidarietà per l'Abruzzo terremotato, una corsa alla quale si sono iscritti tutti. Ad eccezione del governo regionale. Ieri la giunta è tornata a riunirsi negli uffici messi a disposizione dalla Guardia di Finanza, prima riunione del dopo-terremoto. Una giunta formale, tanto per segnalare la ripresa delle attività, mentre quella vera e propria si terrà martedì dopo Pasqua. Ma dalla riunione di ieri non è uscita una riga, un comunicato, una parola, un segnale almeno simbolico a favore dei terremotati abruzzesi. Ecco, neppure una parola.
Non c'è scusa che tenga. La Regione non può intervenire direttamente sul terremoto visto che il governo ha dichiarato l'emergenza nazionale e il commissario ha avocato tutti i poteri amministrativi. Ma avrebbe potuto fare un gesto, una colletta, dal valore sostanziale o almeno simbolico, a favore degli sfollati. Niente. E se il presidente della Regione Gianni Chiodi è sempre presente nelle tendopoli e nei luoghi del terremoto, comprese le passerelle in tv, il Consiglio regionale è latitante dal secondo giorno. Molte le passerelle subito dopo la scossa di lunedì mattina alle 3.32, folte le truppe corazzate di consiglieri e assessori al seguito di Silvio Berlusconi nelle sue quotidiane visite all'Aquila, e poi nulla. Da mesi la Regione sta dicendo che intende tagliare gli stipendi di consiglieri e assessori, i più alti d'Italia, e forse questa sarebbe stata l'occasione giusta. Almeno per accelerare, invece silenzio assoluto. Il Consiglio è scomparso: nelle tendopoli o nella caserma della Finanza hanno fatto rapide comparsate Carlo Costantini, Giovanni D'Amico, Luca Ricciuti, Nazario Pagano, poi più nulla. Tutti in ferie pre-pasquali. E' paradossale ma vero: gli esponenti politici romani sono molto più presenti di quelli regionali, i segnali di disponibilità molto più tangibili. Nessun consigliere, nessun assessore ha fatto offerte, gesti tangibili per aiutare i terremotati. Ieri due righe a firma Chiodi e Pagano soltanto per fare le condoglianze ai familiari di Piervincenzo Gioia, Antonella Andreassi, e Sandro Spagnoli, dipendenti regionali. «Anche per onorare chi non c'è più, per quanti hanno patito un lutto e per le migliaia di persone che ora vivono il disagio dell'allontanamento dai luoghi di residenza e di lavoro e la sofferenza per una situazione così drammatica - rimarca il presidente Chiodi - intendiamo far ripartire da subito l'attività della Regione perché siamo consapevoli di dover dare risposte tempestive ed immediate ad una città e ad un territorio violati nel profondo del loro tessuto sociale, urbanistico, economico ed umano».
«Si sta ripetendo in questo frangente ciò che è successo con le elezioni: il governo di centrodestra ha abdicato ogni ruolo a Berlusconi», dice un addetto ai lavori della Regione. «Sperano insomma che lui risolva tutto, così come è stato determinante per la vittoria alle Regionali, così sperano che lui gli tolga le castagne dal fuoco».E se questa sarebbe una posizione comprensibile, è davvero vergognoso che nessuna sottoscrizione o impegno economico personale sia stato assunto dalla giunta o dal consiglio o dai singoli assessori e consiglieri.