Piccone (Pdl): «Pagamento sospeso per Iva e mutui nella zona del cratere»
L'AQUILA. Crepe lunghe e curve come rami d'albero, buchi nelle pareti, i mattoni che spuntano dietro l'intonaco scrostato. Il terremoto e i suoi segni sinistri sono anche qui, nella sala stampa dove Silvio Berlusconi fa, di volta in volta, il punto della situazione. È in questa sala della grande scuola della Guardia di Finanza, scelta come quartier generale dell'emergenza, che il premier ha annunciato, l'altro ieri, che L'Aquila sarà sede di una seduta speciale del consiglio dei ministri, nella prossima settimana. «In quella riunione - dice - vareremo un "decreto Abruzzo" con una serie di provvedimenti concreti». La data della seduta potrebbe essere quella di giovedì 23 o venerdì 24.
Il premier tornerà all'Aquila spesso («immagino la faccia di Guido Bertolaso», ironizza). Tanto spesso che si sta facendo attrezzare un ufficio in questo complesso, che diventerà la Cittadella delle istituzioni.
Sullo scacchiere del terremoto, Palazzo Chigi ha compiuto la mossa di apertura stanziando 100 milioni; li ha attinti dal "fondo imprevisti", un serbatoio che conta ancora su 150 milioni. Sono cifre di debutto, una quota marginale dei danni, immani, a cui rispondere.
Resta l'intensità delle emozioni (la visita alle sei salme di domenica, con esequie in rito privato, è stata definita dal premier «un dolore lacerante, squassante») ma c'è l'altra istanza, quella dell'operatività, che urge. Berlusconi sceglie di definire chiusa «la prima fase dell'emergenza» e insiste ovunque, anche tra gli sfollati esasperati nei campi, sull'esigenza di «tempi rapidi e certi». Insiste e incalza tutti, forse anche se stesso, su questi due aggettivi. Tempi rapidi, per evitare disagi a chi vive in tenda. Tempi certi, con una cartellonistica che impegni al rispetto delle date in ogni cantiere.
Domani il ministro Bondi sarà all'Aquila per avviare un inventario, molto complesso, dei danni ai beni culturali. Per il resto Berlusconi specifica: «Ho chiesto alle istituzioni di evitare passerelle mediatiche».
Visita dopo visita, la strategia del governo sembra delineata. Gestione delle tendopoli tramite la protezione civile e verifiche sugli edifici per cercare quelli riaffidabili. Sistemazione di sfollati in hotel («cercheremo di ottenere condizioni buone dagli imprenditori del turismo, visto che l'occupazione delle camere in Abruzzo è del 28%, dice Berlusconi»). Zonizzazione dei danni, progetti di ricostruzione affidati alle province italiane, anche per gli appalti. Aiuti dall'estero per il recupero o la ricostruzione dei beni culturali. Ma, riguardo al maxi decreto, c'è l'interesse di capire come saranno reperite le risorse.
La prima ipotesi é quella di una tassa una tantum, a valere sull'Irpef. Ma sul reddito delle persone fisiche "pesano" già le addizionali locali. L'Irpef comunale - sono valutazioni dell'associazione Comuni italiani - vale in media 72,45 euro per contribuente e nel 2008 ha portato ai municipi che hanno deciso di applicarla oltre 2,5 miliardi. È forse più battuta la pista del cinque e dell'otto per mille. E', rispettivamente, la quota di reddito che il contribuente può destinare alle associazioni (ricerca, servizi, ecc) e alle confessioni religiose. Nei giorni scorsi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha già annunciato di aver avviato le procedure. Ma questa ipotesi non piace alle associazioni di volontari: con la destinazione del 5 per mille alle popolazioni terremotate «si fa una guerra fra poveri» sottolinea Marco Granelli, presidente del Csvnet (centri di servizio per il volontariato). Altre opzioni: una nuova edizione dello scudo fiscale per far rientrare capitali dall'estero, ma qui i tempi non sarebbero brevi; una lotteria a favore dell'Abruzzo, e connessioni virtuose con altri giochi (Lotto, Superenalotto).
Il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl, riassume così l'evoluzione dell'intervento governativo: «Il governo sta dimostrando grande sensibilità e il prossimo consiglio dei ministri all'Aquila ne è una prova. Nel decreto sarà delimitata la zona del cratere, quella che comprende i centri in cui il sisma ha fatto registrare oltre i 6 gradi della scala Mercalli. In queste zone, dove è sospesa l'economia, saranno previsti aiuti alle attività socioeconomiche, che consisteranno, per esempio, nella sospensione dei mutui, del pagamento dell'Iva, oltre agli 800 euro mensili garantiti ai lavoratori autonomi. Poi esisterà una seconda fascia, in cui sarà necessariao il sostegno del recupero edilizio nelle zone che hanno subìto i danni. Questi centri saranno ugualmente supportati e sovvenzionati dallo Stato».