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Pescara, 28/04/2026
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14/04/2009
Il Messaggero
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TERREMOTO IN ABRUZZO - Strade, ferrovie, ospedali: Marsica alla prova. Infrastrutture al limite delle possibilità: c'è nervosismo ma la "macchina" gira |
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AVEZZANO - Vive momenti di grande tensione la città di Avezzano sul fronte della vicenda terremoto: ieri sera tardi, con un'ordinanza, il sindaco ha riaperto gli uffici pubblici. E le infrastrtture? Essenziale, in questi giorni il ruolo della ferrovia Pescara-Roma che la politica si ostina a non voler potenziare. I treni hanno svolto il loro dovere ma con qualche problema creato dal fatto che la stazione di Goriano è diventata inagibile e dunque il capostazione non può lavorare. I binari inoltre passano vicino ad un palazzo: i treni in quel posto devono rallentare e viaggiare come si dice in gergo "a vista". Questa circostanza ha fatto saltare gli orari ma, insomma, la ferrovia ha retto bene ed ha fornito un grande aiuto alla mobilità personale in un territorio sismico, specialmente negli ultimi due o tre giorni festivi. Problemi per quanto riguarda la transitabilità delle strade ci sono stati inoltre a Corfinio per un ponte. Dunque l'A25 è diventata l'unica strada utile per attraversare l'Abruzzo. Fortunatamente l'A24 è stata immediatamente riaperta dopo il momentaneo black-out del dopoterremoto fino all'Aquila Ovest. Ciò ha permesso di utilizzare appieno il Centro smistamento merci di Avezzano che, nella sera di Pasqua, era pieno di tir. Interessante vedere come uno dei padiglioni più grandi, (il magazzino centrale lungo almeno duecento metri) ieri era starcolmo di "derrate alimentari" come indicava un cartello messo fuori. Tonnellate di alimenti provenienti da tutto il mondo. Sei vigilantes all'ingresso hanno chiesto i documenti a chi entrava. Routine: dopo l'identificazione, tutto procede nella massima trasparenza. Ai giornalisti è stato garantito l'accesso. All'interno la Protezione civile, la Polizia provinciale, la Polizia di Stato hanno gestito i movimenti in una struttura che definire immensa è poco. Perfettamente illuminata, attrezzata, è stata in pratica utilizzata un mese prima della sua apertura ufficiale grazie all'intervento congiunto di Protezione civile e Croce Rossa. E' la base di partenza di tutti i camion recanti la scritta "Ministero dell'interno": garantisce la possibilità di non intasare i luoghi all'Aquila. Per quanto riguarda la transitabilità delle strade e le comunicazioni, problemi ci sono stati ieri sulla provinciale per Ovindoli per caduta massi. La strada è stata imemdiatamente liberata ma l'Anas ne ha voluto accertare la sicurezza. Una fila di automobilisti inferociti è stata bloccata intorno a San Potito. Anziani in macchina, gente che da Roma è arrivata in Abruzzo per verificare l'agibilità delle case ovindolesi. Tutti fermi sulla strada. Ma si può bloccare un'arteria o chiudere un edificio perfettamente agibili per il fatto che "si presume" che possa sussistere un pericolo? E' il problema del momento, di non facile soluzione. Altre infrastrutture da esaminare: quelle sanitarie. I due ospedali marsicani minori, Tagliacozzo e Pescina, che tutti fino a ieri volevano chiudere, stanno funzionando alla perfezione ed hanno ospitato l'uno quindici e l'altro ventisette feriti provenienti dall'Aquila. Inutile ricordare la massa di degenti arrivati all'ospedale di Avezzano (almeno 130) e nelle case di cura private: ma occorre sottolineare la «funzione dei nosocomi minori in un territorio sismico» - come spiegano i membri del comitato pro-ospedale di Tagliacozzo. Un'ultima curiosità: un lettore telefona che pagherebbe qualsiasi cifra, questa volta, per seguire le indicazioni del ministro Brunetta che vorrebbe assicurare le abitazioni: «non trovo una compagnia che dice sì alla mia richiesta».
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