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Pescara, 28/04/2026
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Data: 16/04/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
La moda delle unificazioni. Prove generali per grandi aziende di Maurizio Sgroi

L'unificazione fra le aziende di trasporto locale di Bologna e Ferrara segue una tendenza che sta iniziando a fare capolino nel nostro Paese, anche se ancora purtroppo rimane isolata: l'unificazione dei piccoli per diventare più grandi. In un settore dove esistono giganti internazionali come Arriva o Transdev, dovrebbe essere del tutto automatico per le realtà territoriali limitrofe o quasi (vedi il caso dell'unificazione fra le aziende di Milano e Torino) mettere insieme le risorse per affrontare con più tranquillità la sfida del mercato, che da 2012 in poi sarà (o dovrebbe essere, visti i precedenti) una realtà. E infatti qualcosa si muove, seppure con i soliti pudori e campanilismi italici. Non ultimo, è doveroso segnalare l'annunciata fusione fra le aziende romane di tpl che dovrebbe condurre alla (ri)nascita di un gestore unico dei trasporti capitolini. Un esempio, quello romano, alquanto calzante. In un territorio come quello capitolino, che attrae flussi enormi di pendolari da tutto il Lazio, sarebbe del tutto ovvio aumentare la dimensione del gestore fino almeno a esaurire la domanda di mobilità che arriva dalla città metropolitana. Mentre si assiste all'anacronistica situazione per la quale il gestore romano non è competente per quello che accade fuori dal Gra. Questo significa sminuzzare in una teoria infinita di scambi e linee il viaggio medio di ogni pendolare, già vessato dalla carenza cronica della rete ferroviaria. Cosa impedisce al gestore cittadino, in un contesto di linee liberalizzate, di offrire trasporto anche fuori dal Raccordo anulare e verso la provincia? Solo i soliti limiti di bilancio. Ma anche, e soprattutto, quelli di fantasia.

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