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Pescara, 28/04/2026
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Data: 15/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Chiodi: «Costruzioni fuorilegge, la Regione parte civile nel processo» Analogo annuncio dalla presidente della Provincia, Pezzopane

L'AQUILA - La Regione si costituirà parte civile al processo contro gli eventuali responsabili, «se dall'inchiesta risulteranno responsabilità». E la stessa cosa farà la Provincia se andranno a giudizio gli autori delle costruzioni fuorilegge. «Dalle inchieste mi aspetto verità e giustizia. Voglio che si ricostruisca con criteri diversi, perché non si può, dopo ogni terremoto, piangere le vittime e poi ricominciare peggio di prima» afferma la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, però, richiama tutti alla prudenza, anche per quanto riguarda l'agibilità dell'ospedale San Salvatore: «Non credo che qualcosa sia vero solo perché è scritto sui giornali, aspettiamo la magistratura che, sono sicuro, farà un buon lavoro. Io ho sempre apprezzato la magistratura che parla per atti, perché per annunci, per intenzioni, per progetti, di solito parlano i politici». Chiodi afferma che la Procura sta compiendo degli «atti dovuti e, quindi, è bene che si facciano, perché se c'è chi ha costruito male con riferimento alla legislazione vigente all'epoca della costruzione, se è ancora possibile sanzionarlo, è giusto che venga sanzionato. La magistratura farà un buon lavoro, parlerà per atti e se da questi atti dovessero emergere delle irregolarità la Regione si costituirà parte civile. Spero solo che nessuno si faccia lusingare da questo tam tam mediatico: tutti dobbiamo fare il nostro dovere e lo dobbiamo fare al meglio delle nostre responsabilità. Io cercherò di farlo con il massimo della dedizione, non lanciando mai proclami perché non servono a nulla». Circa le critiche che sono state rivolte alla Protezione civile, Chiodi le definisce disdicevoli: «Chi è stato qui, sa che si è trattato di una operazione epocale. E' straordinario riuscire a soccorrere feriti, estrarre corpi dalle macerie e dare un tetto agli sfollati di una città di 70mila abitanti, tutto in 24 ore». L'obiettivo è di «portare via dalle tende e dagli alberghi le persone che vi sono rifugiate. È un intervento che deve essere assolutamente compiuto prima dell'inizio dell'inverno, che qui è molto rigido». Quanto al numero di abitazioni non agibili, Chiodi ritiene che le verifiche riguardino, per ora, «un campione limitato. La scossa è stata forte. I primi dati dicono questo ma si tratta, tuttavia, di un campione ancora piuttosto limitato perché le verifiche sono cominciate da qualche giorno, con un grande dispiegamento di forze, e bisognerà farne tante. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni». Il governatore è convinto che la città vada ricostruita e che debba conservare la propria identità, la propria cultura, i propri simboli: «Dopo le due fasi d'emergenza, la terza sarà quella di ricostruire il prima possibile il centro storico della città. Perché se la seconda fase consiste nell'avere disponibilità, tra ottobre e novembre, costruzioni che consentano a coloro che non possono rientrare a casa di avere una situazione più confortevole dell'attuale, la terza fase deve riguardare la ricostruzione del centro storico e una serie di interventi per garantire le prospettive future dell'Aquila, dall'università a nuove attività, a nuove iniziative industriali, al commercio che deve essere rivitalizzato. Quindi tre sono le fasi importanti: la prima l'abbiamo assolta grazie alla Protezione civile in maniera veramente straordinaria ed è stato riconosciuto da tutti, adesso dovremmo essere altrettanto bravi ad affrontare le altre due».
Ieri sono ripresi i lavori della Giunta. «Deve riprendere la sua fisiologicità -conclude- Qui c'è il paradosso per cui lo Stato è stato fortemente presente in una zona in cui tutte le strutture dello Stato non esistono più perché compromesse in termini di agibilità. Dobbiamo lavorare nella normalità, decideremo tutto ciò che c'è da fare e decidere. In questa fase spetta al commissario Bertolaso intervenire, le istituzioni stanno lavorando tutte insieme».




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