Costituito il "Coi" per coordinare gli aiuti sulla costa
PESCARA. Alberghi della costa liberi dagli sfollati entro fine maggio. E' questo l'obiettivo della Protezione civile, che ora chiede ai Comuni di fare la propria parte. Si tratta di convincere i privati ad aprire le proprie case ai terremotati, dopo un accurato censimento delle abitazioni sfitte. E' quanto emerso ieri in un vertice a Pescara dopo l'insediamento del Coi, il Centro Operativo Intercomunale.
L'organismo ha sede a Montesilvano, capofila dei 16 comuni che fanno parte del Coi ed è coordinato dalla delegata nazionale della Protezione civile, Antonella Renzi, affiancata in questa delicatissima attività dalla Compagnia dei carabinieri di Montesilvano, dalla Capitaneria di porto, da alcuni dipendenti del Comune, dalla Croce rossa italiana e dall'Associazione Protezione civile di Montesilvano.
Il compito del Coi è quello di occuparsi delle prime problematiche, dall'accoglienza alla sistemazione in albergo, dei circa quattromila sfollati dell'Aquila e provincia colpiti dal sisma che si sono riversati sulla costa pescarese in questi giorni. La Protezione civile ha invitato i Comuni a fare il censimento delle abitazioni da affittare, della popolazione scolastica e dei malati provenienti dall'Aquilano.
Ieri mattina Renzi ha incontrato i vari sindaci della zona che hanno già costituito il Centro operativo comunale (Coc), per definire le operazioni necessarie per un primo intervento: domani, alle 19, nella Sala Tricolore di Montesilvano, l'incontro con tutti i sindaci dei Comuni interessati. Ieri mattina Renzi ha raggiunto anche Pescara per incontrare il vice sindaco Camillo D'Angelo e tutto lo staff dirigenziale del Comune. «Ci è stato chiesto» spiega D'Angelo «di affidare ad apposite strutture comunali il censimento delle case da affittare, il censimento della popolazione scolastica e quello sanitario per poter rispondere in tempi rapidi alle esigenze dei terremotati che hanno trovato riparo in città. Non sarà un problema, ogni dirigente avrà un compito. Vogliono conoscere il patrimonio immobiliare disponibile, le case che potrebbero essere affittate per togliere i terremotati dagli alberghi. La Protezione civile è anche pronta a fornire gli arredi dove serve. Il coordinamento funzionerà anche per chi vuole tornare all'Aquila e consentire così alla Protezione civile di approntare nuove tende. Ci hanno fatto capire che almeno sino alla fine di maggio saranno utilizzati gli alberghi. Ci chiedono anche di stare il più possibile vicini a queste persone, fornendo loro l'adeguata assistenza psicologica».
Ma Pescara c'è e ha già fatto sentire il suo abbraccio agli aquilani. Ieri una cittadina che da giorni fa la spola tra la propria abitazione e gli alberghi del lungomare, si è commossa quando un aquilano terremotato, ospitato in albergo assieme alla famiglia, si è presentato con un pacco di caffè per «ricambiare» tanta solidarietà. Lo aveva acquistato nell'unico bar rimasto aperto all'Aquila, dove si era recato per controllare la sua casa lesionata dal sisma.
Intanto l'assessore comunale alla Cultura, Paola Marchegiani, ha fatto svuotare i dieci scaffali di libri dalla biblioteca del Museo Colonna. Il materiale ha già preso la strada per la tendopoli di Coppito ed è destinato ai ragazzi della frazione aquilana colpita dal terremoto. Ma la vita continua. Il titolare di un pub dell'Aquila, distrutto dal sisma, avrebbe già individuato un locale idoneo a Pescara dove ripartire. Ieri chiedeva informazioni per ottenere la licenza.