L'AQUILA - «Non voglio aprire una guerra ideologica pro o contro lo stretto di Messina: è ovvio che costerà tanto ricostruire l'Abruzzo e pertanto non solo in ordine al ponte, ma anche a tante altre opere bisognerà decidere le priorità. In questo momento l'Abruzzo deve avere delle solidarietà soprattutto nell'impegno a destinare la priorità delle risorse». Lo dice Pier Ferdinando Casini in una intervista a Rtl 102.5. Il leader Udc ha illustrato le proposte dell'Udc per i terremotati: «No al 5 per mille perché questi fondi sono destinati al volontariato e penalizzarlo è una follia - dice -. Noi proponiamo degli Abruzzo bond, cioè delle obbligazioni emesse dalle regioni, proporzionalmente ciascuno al peso della regione, un contributo di solidarietà da parte dei redditi alti, a partire da quelli dei parlamentari, un impegno su base volontaria delle fondazioni, e infine proponiamo anche il rientro dai cosidetti paradisi fiscali, per tagliare le unghie alla finanza malata, di capitali esportati con un'aliquota da fissare, destinata all'Abruzzo».
Servono due miliardi di euro per gestire la fase della ricostruzione delle aree terremotate. Questa la ricetta di Pierluigi Bersani, responsabile Economico del Pd ieri all'Aquila. «Un miliardo - sostiene Bersani - può essere recuperato da risparmi sulla spesa corrente e da quelli derivanti dall'election day. Un altro miliardo per gli investimenti può essere "liberato" con anticipazioni da parte della Cassa depositi e Prestiti. Soprattutto bisogna darsi delle priorità per gestire il processo di ripresa e di ricostruzione da qui all'inverno. E i tempi non sono larghissimi».
Oggi intanto torna Silvio Berlusconi (è la sesta volta), ma la "luna di miele" tra maggioranza e opposizione sembra incrinarsi: il ministro dell'Economia Giulio Tremonti «tiene ancora le cinghie della borsa ben strette», il che fa perdere la pazienza al Pd che, con il segretario Dario Franceschini, critica la «passerella mediatica» del premier nei luoghi del terremoto. Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini invita a tenere alta la guarda contro le infiltrazioni camorristiche nella fase della ricostruzione. «Ho avuto qualche dubbio - ha detto Franceschini - nel sentire Berlusconi invitare i politici a non fare passerelle e poi annunciare il prossimo Consiglio dei ministri all'Aquila». Pensiero questo condiviso da Massimo D'Alema: «Il presidente del Consiglio - ha detto - ha sconsigliato a tutti di andare all'Aquila a farsi fotografare perché la situazione è grave e poi sta lì tutti i giorni». Ancora più pesante la critica di Paolo Ferrero, segretario del Prc, secondo il quale Berlusconi sta trasformando «una tragedia in un gigantesco spot elettorale». Da parte del Pdl arriva la difesa del Consiglio dei ministri che si terrà all'Aquila: «Credo - ha detto Fini - che sia un'iniziativa per dimostrare alla popolazione che non cessa l'attenzione».