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Pescara, 28/04/2026
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Data: 16/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Cialente: «Procuratore, la prego, faccia più presto che può»

L'AQUILA - L'incontro è casuale, nel cortile della grande caserma della Finanza a Coppito. Alfredo Rossini, il procuratore, ha appena terminato una riunione operativa; Massimo Cialente, il sindaco, è in compagnia dell'ex ministro della Salute, Livia Turco, e in attesa della visita di Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, per una nuova riunione sul futuro delle scuole aquilane. E quello che poteva essere solo un saluto di cortesia, diventa un appello accorato. Del primo cittadino al magistrato: «Procuratore, faccia presto. La sua inchiesta può, e deve, restituire sicurezza e dignità a tutta la città dell'Aquila. Hanno detto che siamo in una città inagibile, rasa al suolo da un terremoto che ha distrutto case costruite da persone incompetenti o, nella peggiore delle ipotesi, colpevoli. Invece non è così». Rossini stringe le mani del sindaco, annuisce, assicura che l'indagine sarà rapida. Che se qualcuno ha sbagliato, pagherà. Quello che pensava, il procuratore, lo aveva detto poco prima: «L'inchiesta sarà chirurgica: se emergeranno responsabilità saranno perseguite. Se non troveremo prove sufficienti per un'accusa solida, eviteremo di creare mostri».
Quello che sta a cuore al sindaco Cialente, esula però dalle strategie processuali di Rossini: «Io vorrei che venisse ristabilita una fetta di verità - spiega il primo cittadino - E cioè che aldilà di quello che è accaduto in pochi palazzi e soprattutto nel centro storico, la gran parte della città ha tenuto. E' vero, molti edifici sono stati dichiarati inagibili; hanno ceduto le tamponature, ma questi cedimenti hanno consentito a molti palazzi di restare in piedi e hanno permesso a noi tutti di metterci in salvo».

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