ROMA Il Martire arriva in video. E può recitare la parte che gli riesce meglio. «Annozero» riparte da qui: con San Michele Santoro che ringrazia gli amici («La solidarietà dei colleghi, del sindacato, del comitato di redazione del tg2...») e attacca i nemici. Cioè buona parte della stampa italiana, accusata addirittura di usare, nei confronti del governo, toni da propaganda paragonabili a quelli vigenti durante il ventennio fascista. Ed ha appena cominciato a parlare - il Santoro abituato a misurare la libertà di un intero Paese sulla base della libertà personale di dire le sue cose in tivvù - che piove il contrattacco ufficiale del Pdl. Con una note del portavoce Capezzone: «Santoro e Travaglio stanno facendo due squallidi comizietti e siamo alle solite: uso privato del mezzo pubblico».
Santoro incalza: «Saluto i lettori del "Giornale". Il vostro quotidiano, e anche Fini, si sono battuti in favore della libertà di quelle vignette che erano offensive nei confronti di Maometto e ora però negano la libertà alle vignette di Vauro». E ancora, malamente, contro il critico televisivo del «Corriere della sera», che aveva osato criticare «Annozero»: «Aldo Grasso parla di tivvù come Vespa parla di cadaveri». Si passa a Emilio Fede, che «è un po' vecchiotto»: «Dice che finchè c'è Santoro vincerà sempre Berlusconi. Quindi siamo un Tg4 fatto bene, e allora dovete farci lavorare. A noi e a Vauro, che adesso sta a San Pietroburgo ma la prossima settimana tornerà qui in trasmissione». E ancora: «Voglio ringraziare Bertolaso per i soccorsi. Non ho mai dubitato di lui, ma quello della prevenzione è un altro discorso».
In chiusura ci sarà la Guzzanti in toga che inquisisce Vauro in contumacia e «chiedo di poterlo processare per le gravi colpe di cui s'è macchiato». Ora però tocca ai battibecchi in studio fra Di Pietro e il berlusconiano Ghedini. Mentre di sfuggita si vede, in un filmato dall'Aquila, Berlusconi ai microfoni di «Annozero»: «Sono impossibili - dice - i controlli preventivi ovunque, viste le tante zone sismiche esistenti in Italia. E al momento sono 1.500 i tecnici al lavoro per fare l'inventario dei danni casa per casa».
Riecco Ghedini: «E' assurdo quel che fa Travaglio. Cioè accomunare il Cavaliere Berlusconi al Cavalier Mussolini. Ma vi rendete conto? Ed è inaccettabile che voi ridicolizziate persone di grande valore come Gianni Letta e Guido Bertolaso». Poi, visto che Vauro non può esserci, arriva una sorta di «vignettista riparatrice» che fa una finta telefonata al vignettista titolare ma assente. E giù attacchi al direttore generale della Rai: «Mauro Masi è stato chiaro, saranno censurate tutte le battute che lui non capisce». Intanto, le agenzie di stampa registrano l'arrabbiatura del direttore del «Giornale», attaccato da Santoro in apertura di trasmissione. «Se questa è la puntata del riequilibrio... A me, sembra piuttosto una puntata di sfida, di attacco e di rilancio», dice Mario Giordano. E ancora: «Il riferimento di Santoro alle vignette di Maometto per le quali "Il Giornale" si battè affinchè non fossero censurate, mentre ora invece critica quelle di Vauro, è fuori luogo. Un editore ha tutto il diritto di non pubblicare quello che trova inopportuno e di pubblicare ciò che ritiene opportuno, altrettanto non può fare una trasmissione pagata con i soldi pubblici. Vauro ha tutto il diritto di disegnare e pubblicare vignette, ma non può avere la pretesa di farlo in un servizio pubblico. Non ha un diritto divino ad un contratto con la Rai».