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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Dall'auto al treno, l'America cambia pelle. Obama annuncia un piano da 8 miliardi per l'alta velocità

NEW YORK. Barack Obama parte per il Summit delle Americhe e l'attenzione è sui rapporti con Cuba, Messico e Venezuela oltre che con i giganti economici del Sud America, Brasile e Argentina. Ma alla vigilia della partenza il presidente sorprende ancora una volta l'opinione pubblica americana lanciando una proposta non legata al vertice di Trinidad.
«Abbiamo bisogno di un sistema di trasporto intelligente che risponda ai bisogni del XXI secolo», annuncia il capo della Casa Bianca.
Obama propone la costruzione di un treno ad alta velocità che colleghi le principali città della costa atlantica e i due più importanti centri urbani in California. Sono almeno tre le motivazioni principali. Prima di tutto Obama ritiene che gli Stati Uniti debbano colmare il gap che esiste attualmente con Paesi come la Francia o il Giappone, assai più avanzati degli Usa per quanto riguarda l'alta velocità. In secondo luogo ritiene che una linea ferroviaria high-speed rientri nel suo progetto più generale di potenziamento delle infrastrutture e di opere pubbliche che faccia da motore della ripresa economica. In questo caso si parla di un investimento da 8 miliardi di dollari. In terzo luogo il capo della Casa Bianca ne fa una questione di praticità: è impensabile che nel futuro degli americani ci siano ritardi nel traffico aereo e imbottigliamenti d'auto. E per alleggerire questi problemi, che hanno fra l'altro un impatto economico e ambientale, l'amministrazione Obama punta ad un potenziamento dei trasporti pubblici.
Il presidente non è entrato nello specifico di quando prenderà forma il progetto per l'alta velocità negli Usa. «Si tratta solo di un primo passo perché sappiamo bene che questo deve essere un programma a lungo termine».
Terminato questo annuncio Obama è tornato a parlare del Summit delle Americhe poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One che l'avrebbe portato a Mexico City, prima tappa di una missione di tre giorni che lo porterà fino a Trinidad. Temi principali in discussione col presidente messicano Felipe Calderon sono la lotta ai trafficanti, gli scambi economici e l'immigrazione. Ma è la questione Cuba che prenderà molta attenzione al summit, con le crescenti pressioni sul governo di Washington perché allenti ancora di più le restrizioni a Cuba. Le pressioni vengono da altri governi centro e latino-americani allineati con l'Avana. Governi, come Bolivia e Venezuela, non ben disposti nei confronti degli Stati Uniti, dopo che le relazioni bilaterali sono peggiorate durante gli anni della presidenza Bush.
Non è un caso, dunque, che Obama focalizzi la sua attenzione sull'America centrale e su quella del Sud meno di tre mesi dopo essere diventato presidente.

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