Secondo Maroni serviranno almeno 12 miliardi. Tante le ipotesi allo studio per trovarli. Prima certezza: salta l'election day chiesto da più parti per risparmiare.
La stima più attendibile è di 12 miliardi di euro spalmati in tre o quattro anni. Tanti ne serviranno, dopo la disgrazia, per ricostruire all'Aquila e provincia. O forse anche di più: la valutazione (fornita dal ministro degli Interni Maroni) è giocoforza sommaria, vista la vicinanza del sisma. Intanto, mentre già si parla di infiltrazioni delle mafie, spuntano proposte d'ogni genere alla ricerca di soldi per drenare l'emergenza: tassa sui ricchi (per i redditi oltre i 120.000 euro), una lotteria ad hoc, prelievi dalle slot machine, alzare il prezzo delle sigarette. Tra queste però, ce n'è una del governo che fa abbastanza discutere, cioè quella di donare il 5 per mille a favore della ricostruzione. Idea che a molti schieramenti politici non è piaciuta affatto. Perché, si obietta, non si possono togliere risorse alle tante associazioni già destinatarie del 5 per mille e che già fanno solidarietà in modo strutturale, sul territorio, non soltanto nelle emergenze. Proposta tanto più impropria, ricorda oggi dalle pagine di Repubblica Chiara Saraceno, in quanto per le calamità naturali lo Stato avrebbe a disposizione anche i proventi dell'8 per mille, cioè denari che i cittadini possono decidere di devolvere direttamente nelle pubbliche casse.
La levata di scudi delle associazioni di volontariato arriva immediata. "Solidarietà e beneficenza non sono la stessa cosa", sottolinea ai microfoni di RadioArticolo1 Giulio Marcon, portavoce della campagna ?Sbilanciamoci!' che dal 1999 coordina 47 organizzazioni della società civile. "La solidarietà - spiega - è condivisione di un impegno insieme agli altri, significa mettersi in gioco e portare aiuto a chi soffre. La beneficenza invece è qualcosa di residuale, ha in sé una dinamica che richiama altruismo o filantropia". Insomma, "c'è il rischio che a forza di sms e raccolte specifiche si attivi una modalità che di fatto nasconde le responsabilità pubbliche". Negativo, in conclusione, il suo giudizio sulla proposta del 5 per mille: "È propaganda inutile: non possono togliere fondi alla solidarietà per la solidarietà stessa. Togliamoli alle rendite, o alle spese militari, non a chi come noi che va lì ad aiutare".
Il concetto è ribadito da Sergio Marelli, dell'esecutivo nazionale del Forum Terzo settore: "Siamo di fronte a una buona causa perseguita con una delle peggiori proposte che si potessero fare", dice a proposito del 5 per mille: "È la solita guerra trai poveri, si sottraggono soldi ai volontari per destinarle a un'altra disgrazia". Le risorse, osserva, "possono arrivare da altre parti. Riducendo del 10 per cento le spese per armamenti, ad esempio, o istituendo la tassa sulle speculazioni finanziarie che, tra l'altro, hanno anche generato questa crisi economia, La proposta del governo invece è più ?facile' e gioca sulla sensibilità delle persone. Ma non è giusto togliere fondi a chi già aiuta e fa solidarietà".