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Data: 18/04/2009
Testata giornalistica: Prima da Noi
TERREMOTO IN ABRUZZO - «50 i Comuni danneggiati dal sisma». 17 esclusi protestano: «inaccettabile»

L'AQUILA. Sono 50 i comuni abruzzesi danneggiati dal sisma del 6 aprile. Lo ha stabilito il decreto firmato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso.
La lista comprende tutti i comuni che sulla base dei dati della Protezione Civile in collaborazione con l'Ingv hanno risentito di un'intensita' sismica uguale o superiore al sesto grado della scala Mercalli, e che potranno usufruire dei benefici urgenti a sostegno delle zone devastate dal terremoto.

Della Provincia dell'Aquila sono stati inseriti Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle, Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequeo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
In provincia di Teramo Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia. In provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de' Passeri.
La lista dei comuni è stata compilata sulla base dei rilievi macrosismici che il Dipartimento della Protezione Civile ha effettuato in collaborazione con l'INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L'INCREDULITA' DELL'ESCLUSIONE DI SULMONA

Questa mattina il consigliere di maggioranza Cristian La Civita aveva chiesto l'inserimento del Comune di Sulmona tra quelli colpiti dal sisma.
Poco fa, però, quando è stata ufficializzata la lista dei Comuni colpiti, si è appreso che Sulmona è rimasta fuori.
«Non si riesce a comprendere la natura e la logica con cui é stata elaborata la scala - afferma il geologo che collabora con il comune di Sulmona, Antonio Mancini - essendo la stessa lontana dalla Mcs (Mercalli Cancani Sieberg), o dalla Mcs modificata in quanto prevede valori decimali dei singoli step di misurazione. Una condizione che non permette una interpretazione né rigorosamente scientifica come la Richter né soggettiva e legata ai danni».
A Sulmona, in seguito alla scossa del 6 aprile sono stati dichiarati inagibili 27 fabbricati con 65 unità abitative; ci sono 200 sfollati più altre 300 persone dormono nelle tende perché hanno paura di rientrare a casa; 35 persone sono state ricoverate in ospedale e 17 negozi sono stati dichiarati inagibili.
«L'economia si è praticamente fermata in seguito al terremoto - afferma il sindaco Fabio Federico - ma soprattutto grazie all'azione terroristica che è stata messa in atto nei confronti della nostra città da chi, senza nessuna base scientifica, fa continue previsioni annunciando terremoti catastrofici e sciagure».
In città il Liceo classico "Ovidio" di Piazza XX Settembre è stato dichiarato inagibile Da lunedì, quindi, giorno in cui riprenderanno le lezioni, gli studenti del liceo classico saranno ospitati nell'edificio dell'Istituto d'Arte "Mazara". Il liceo scientifico "E. Fermi", invece, riaprirà regolarmente anche se risulta inagibile in alcuni spazi come palestra, aula magna e aula professori, mentre le aule degli studenti sono tutte perfettamente fruibili. Nessuna criticità per scuole medie, elementari e materne della città.

17 COMUNI PROTESTANO

Ma da quanto si apprende sarebbero almeno 17 i Comuni che pur essendo stati inseriti nella lista del Centro operativo misti (Com) 7 di Sulmona, protestano per l'esclusione dal decreto della Protezione civile.
Si tratta di Pratola Peligna, Corfinio, Raiano, Vittorito, Roccacasale, Secinaro, Molina Aterno, Campo di Giove, Sulmona, Roccapia, Villalago, Cansano, Pacentro, Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Anversa degli Abruzzi, Bugnara.
L'esclusione dalla lista ha scatenato le vibranti proteste dei sindaci che si sono subito attivati per incontrare Guido Bertolaso con l'obiettivo di essere reinseriti tra i Comuni che hanno subito danni. «E' una cosa inaccettabile - afferma il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis - siamo consapevoli che ci sono zone che sono state più colpite della nostra, ma come si fa a dire, che non abbiamo subito danni materiali quando ho un distretto sanitario chiuso perché inagibile, la maggior parte delle chiese chiuse e un santuario, quello della Madonna della Libera che ha subito danni ingenti, tanto che per la prima volta abbiamo dovuto annullare i festeggiamenti della Madonna. Per fortuna non ci sono state vittime, ma i danni alle strutture e all'economia sono stati davvero enormi».
Sulla stessa linea d'onda il sindaco di Raiano, Enio Mastrangioli che ha firmato 40 ordinanze di sgombero: «ci sono sfollati, ci sono case da demolire e le chiese sono totalmente inagibili».

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