Il premier Silvio Berlusconi torna per la settima volta in Abruzzo dopo il terremoto e dice basta al troppo spazio dato dai media alle inchieste sui danni del sisma. Immediata la reazione piccata dalla procura dell'Aquila.
«Non riempiamo i giornali con notizie sulle inchieste». «Ben vengano le inchieste, ma per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute», ha spiegato il premier valutando come i media stanno trattando la vicenda terremoto. «Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno - ha concluso Berlusconi - ma, per favore, non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste».
Attacco ai pm. «Un costruttore che realizza una casa in una zona sismica e risparmia su ferro e cemento può essere solo un pazzo o un delinquente», ha poi detto Berlusconi. «Mio padre - ha aggiunto il premier sorridendo - diceva una cosa: se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l'anestesia».
Non ci sarà nessuna tassa per la ricostruzione in Abruzzo, «i fondi ci sono», ha poi sottolineato Berlusconi in relazione alla proposta circolata nei giorni scorsi di un contributo "una tantum" sui redditi più alti. «Abbiamo trovato il modo di rinunciare alle spese, di limitare gli sprechi - ha detto il premier - pensiamo che la settimana prossima faremo a L'Aquila il Consiglio dei ministri e i finanziamenti li abbiamo. C'è la sicurezza che i soldi necessari ci sono e che non si trasformeranno in nuove tasse per i cittadini». I cittadini, per il premier, potranno fare donazioni e «ci sarà un'attenzione spasmodica alla contabilizzazione di tutte queste cifre e ad un rendiconto di come saranno spese». E spiega che «le ricostruzioni di case e monumenti porteranno il nome di chi fa questi interventi che sono un segno di solidarietà bellissimo che io incoraggio grandemente».
La replica del procuratore. L'inchiesta condotta dalla procura dell'Aquila sui crolli «non è una perdita di tempo» né è di intralcio alla ricostruzione: «Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilità penali», ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale dell'Aquila, Alfredo Rossini, interpellato dall'agenzia Ansa.
Il presidente del Consiglio «forse è stato frainteso - ha continuato Rossini - perché ci ha sempre dichiarato stima. Noi facciamo solo il nostro lavoro: sono atti obbligatori, dovuti in base alla legge che ci regola e stiamo cercando di accertare eventuali responsabilità il più velecemente possibile, tenuto conto della complessità dell'inchiesta ed anche della situazione in cui ci troviamo a lavorare. Più di così non possiamo a fare».
Bertolaso. «Dopo giorni di accese polemiche che non ci hanno mai coinvolto, ringrazio anche i rappresentanti dei mass media che hanno svolto un lavoro preziosissimo. Li ringrazio perché noi non abbiamo bisogno di essere lodati»: lo ha detto a Pescara il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. «Siccome non abbiamo la bacchetta magica - ha proseguito Bertolaso - a volte sbagliamo. Tutti i giorni affrontiamo i problemi, alcune volte riusciamo a risolverli, ma possiamo commettere qualche errore. Se la stampa lo sottolinea, ne prendiamo atto e corriamo ai ripari, senza reagire, come qualcuno vorrebbe, in modo inconsulto o negativo».
«Tre case su quattro saranno agibili in 30 giorni» ha detto il premier e sulla ricostruzione ha aggiunto:
«Lo Stato ricostruirà il 100% delle case che sono state distrutte o lesionate dal terremoto». Ribadisce inoltre il contributo dello Stato tra il 33 e il 50% per i cittadini che vorrano costruire le case in un altro luogo e la possibilità di coprire la restante parte con un mutuo trentennale. In sostanza - ha chiarito Berlusconi - farà una cosa aggiuntiva, cioè quel cittadino manterrebbe comunque la proprietà della casa precedente, lesionata o distrutta e ricostruita».
«Rinvio amministrative nei comuni colpiti». Berlusconi ha annunciato che le elezioni amministrative nei comuni colpiti dal sisma verranno rinviate.
I 49 comuni inseriti nel decreto. Il presidente del Consiglio spiega che solo quando sarà completato un inventario dei danni sarà possibile inserire altri comuni nella lista di quelli che potranno beneficiare degli aiuti. «L'inventario - garantisce il leader pdl - sta andando meglio di quello che si pensava».
Franceschini: sulle new town decidano i sindaci. Secondo il leader del Pd devono essere gli amministratori e i cittadini abruzzesi a decidere come ricostruire i paesi e le città, evitando modelli importati da Roma, come le «new town». «I sindaci - spiega - mi dicono che non vogliono le Milano 2, le Milano 3 ma vogliono le loro antiche città. Non si può fare un'Aquila 2, ignorando la città storica». Franceschini ha quindi respinto l'ipotesi lanciata da Berlusconi di un sostegno parziale del Governo per la ricostruzione delle case. «La ricostruzione delle abitazioni - ha detto Franceschini - deve essere coperta al 100%, seguendo il parametro minimo delle case popolari, così come è stato fatto in Umbria».
Di Pietro: la macchina delle istituzioni non ha funzionato. «C'è chi si è buttato letteralmente anima e corpo nel dramma ma è la macchina delle istituzioni che non ha funzionato» ha detto il leader dell'Italia dei Valori. «Non bisogna confondere l'altruismo del volontariato con le responsabilità delle istituzioni», ha spiegato Di Pietro che, ricordando la trasmissione Annozero, ha proseguito: «Santoro e Vauro lo hanno detto e se la sono presa con loro ma è come se all'ospedale il medico diagnosticasse al paziente un tumore e il paziente se la prendesse con lui».
Tremonti: infondate ipotesi 4 mld da fondo imprese. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, giudica «infondata» l'ipotesi apparsa sulla stampa dell'utilizzo di circa quattro miliardi di euro per la ricostruzione dell'Abruzzo provenienti dal fondo per l'economia reale e le imprese della Presidenza del Consiglio. Tremonti ha spiegato come «intanto il Fondo non è per le imprese, e poi non è di quattro miliardi».
Il rischio dell'infiltrazione della mafia nella ricostruzione. Torna sul tema sollevato da Pietro Grasso e Pisanu, presidente dell'Antimafia, l'ex magistrato Luigi De Magistris. «Il rischio infiltrazioni delle mafie nel business della ricostruzione è reale dice - Chiodi non può ignorarlo, rimuoverlo o fare finta che non ci sia». Il governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi aveva detto che in Abruzzo non c'era pericolo di Mafia.
Papa Benedetto XVI andrà il Abruzzo il 28 aprile prossimo. Ad annunciarlo il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Il Papa si recherà a Onna, allla Casa dello Studente, alla Basilica di Collemaggio e poi alla caserna della Guardia di Finanza dove incontrerà cittadini e volontari.