L'AQUILA. I danni del sisma sono stati aggravati dal «disprezzo delle regole». Il presidente della Repubblica non risparmia accuse, davanti a un bilancio di 302 morti e 66mila sfollati: «Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo», ha detto Napolitano, «non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno e del dolore umano comportamenti di disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini». E ancora: «Non sono stati forse questi fenomeni e questi comportamenti», legati «a un indubbio e allarmante decadimento di valori spirituali, umani e morali», a rappresentare «una delle cause della crisi che oggi affligge le nostre economie e le nostre società?». La risposta è un monito: «Parlo di comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell'interesse generale».
«E dall'ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà», ha aggiunto il capo dello Stato, «Perfino quando oggi pensiamo all'Abruzzo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto, certamente un evento naturale e imprevedibile, non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore questi comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini».
Il Papa ha anticipato al 28 aprile la sua visita tra i terremotati. Visiterà Onna e si raccoglierà in preghiera davanti alla Casa dello studente, tomba di tanti ragazzi. Perché, ha detto Benedetto XVI, «ben più grave» dei danni materiali prodotti dal terremoto è la «rovina» delle persone e delle comunità. Ieri la terra ha tremato altre 4 volte, con lievi scosse.
Silvio Berlusconi ha assicurato che lo Stato ricostruirà il cento per cento delle abitazioni distrutte o lesionate dal terremoto e che non ci saranno aggravi di tasse per finanziare la ricostruzione. Alla sua settima visita in Abruzzo, il premier ha annunciato per il 24 aprile la riunione all'Aquila del Consiglio dei ministri.
«Le persone che stiamo assistendo sono 40mila nelle tendopoli e 26mila nelle strutture alberghiere della costa abruzzese. Stiamo gestendo una città diffusa di 70mila persone alle quali stiamo fornendo tutti i servizi necessari».
Sulle case: «Il 57% delle abitazioni è immediatamente agibile e tre su quattro saranno disponibili in 30 giorni», assicura il presidente del Consiglio. Sono stati eseguiti 4.659 sopralluoghi e sono stati individuati altri 1.500 appartamenti liberi per ospitare gli sfollati. «Stiamo trattando per l'affitto o l'acquisto in modo da sistemare altre 4.500 persone che hanno perso, definitivamente o momentaneamente, la loro casa».
Sul fronte inchiesta, sono pronti a partire i primi avvisi di garanzia. Solo ieri sono stati interrogati oltre venti ragazzi scampati al crollo della Casa degli studenti. Sono stati sentiti anche a Cosenza, Roma, Avellino. I ragazzi parlano di una catastrofe annunciata. Intanto, Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, ritiene necessaria l'assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali: «E' un'idea alla quale pensiamo, in fondo in tutti i Paesi civili c'è. Le compagnie assicurative andrebbero a verificare la regolarità degli interventi e dei beni da assicurare e i governi locali si assumerebbero maggiori responsabilità».
Non si placano le polemiche sui Comuni esclusi dalla lista Bertolaso. L'ordinanza che inserisce 50 centri nell'elenco dei Comuni terremotati potrà essere ampliata, «ma senza passare da 50 a 150», ha detto a Pescara il capo della Protezione civile, rispondendo alle lamentele di sindaci e presidenti di provincia. «Valuteremo in maniera rigorosissima le segnalazioni, le proteste, tutte le situazioni. Continueremo le verifiche e, sulla base di fatti concreti, il numero dei Comuni terremotati potrà essere ampliato».