TERAMO. E' stata una mazzata, quasi della stessa intensità del terremoto. L'inclusione nel decreto Bertolaso di soli cinque centri della provincia di Teramo, che quindi potranno accedere ai primi aiuti, ha indignato molti sindaci delle zone interne, martoriate dal terremoto.
Uno dei casi più eclatanti riguarda Crognaleto. «Siamo a 2 chilometri e mezzo dalla faglia di Campotosto», esordisce il sindaco, Giuseppe D'Alonzo, «basta questo per far capire l'entità dei danni. L'esclusione di centri come il nostro è l'ennesima dimostrazione che le zone interne vengono abbandonate. Il problema secondo me sta anche nella prefettura che non ha segnalato abbastanza le situazioni di emergenza. Ma io non starò zitto: la mia gente è terremotata e qui qualcuno cerca di nascondere l'emergenza». Esclusa anche Colledara, con i suoi 60 edifici inagibili. «Dicono che sono stati usati criteri scientifici», ironizza il sindaco, Giuseppe Di Bartolomeo, «hanno quindi scoperto che il sisma è volato e si è fermato a Tossicia, Montorio e Castelli (tre centri inclusi nel decreto insieme a Pietracamela e ad Arsita, ndr) evitando interi paesi che sono sulla traiettoria. La popolazione si sente abbandonata. E la prefettura è stata sorda alle nostre richieste di intervento». Quest'ultimo punto torna spesso nelle dichiarazioni dei sindaci. «C'è stata la tendenza a non credere a quanto segnalato dai sindaci, e questo l'ha fatto anche la prefettura», osserva il primo cittadino di Valle Castellana, Vincenzo Esposito. «Noi già siamo in una situazione di disagio di antica memoria, i 30 sfollati che sono qui se non avranno soluzioni credibili se ne andranno». A Fano sono 26 gli edifici inagibili. «Siamo esterrefatti», esordisce il sindaco Adolfo Moriconi, «a leggere il decreto pare che il sisma si sia mosso a macchia di leopardo. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. La prefettura è stata assente, come la Regione e la Protezione civile. L'errore è stato forse di essere stati autosufficienti: se ci si dovesse ritorcere contro, sarebbe un ulteriore smacco».
Sindaci - ce ne sono tanti altri - allarmati e arrabbiati, dunque. Accanto a loro, il presidente della Provincia Ernino D'Agostino. «Adotteremo delle iniziative di protesta, anche alla luce delle dichiarazioni di Bertolaso, che non ha preso nessun impegno concreto sulla zonizzazione del decreto. Non intendiamo fare propaganda, ma costruire risposte concrete all'emergenza che viviamo».