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Pescara, 28/04/2026
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19/04/2009
Il Messaggero
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Verso le elezioni - Squadra, progetti, serenità: ecco lo stile Albore Mascia. Al tavolo dei big trova posto l'ex Pd ed ex Forza Italia Maurizio Teodoro. L'altro Teodoro, Gianni, ex vicesindaco dalfonsiano, ha il buongusto di non farsi vedere |
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S'è presentato come nel manifesto, con la mano sul cuore, il gesto di chi fa alla città una promessa solenne. Credo in te, dice lo slogan, «credo in ogni singolo cittadino - giovani, donne, anziani - da primo tifoso di questa città» dice così Luigi Albore Mascia, candidato del Pdl a sindaco di Pescara. «Il mio modello non sarà quello di un uomo solo al comando perchè niente si fa senza la squadra» chiarisce subito davanti alla folla assiepata nell'aula consiliare. Generosità e pacificazione, ecco le parole-fondamento della sua missione: «La prima cosa che faremo sarà una grande iniziativa per L'Aquila» e arriva scrosciante il primo applauso. Ed ancora: «Pescara ha bisogno di pacificazione e serenità, è il momento di pensare ai progetti» aggiunge con mano tesa a un centrosinistra già inquadrato nel ruolo dell'opposizione. Annunciata come una conferenza stampa, la presentazione di Luigi Albore Mascia a candidato sindaco s'è trasformata in una convention e c'è da capirlo visto che mai finora c'erano stati incontri con l'elettorato. Troppo piccola, alla fine, l'aula consiliare per contenere il popolo degli entusiasti. Volti noti - Foschi, la Petri, Ricotta, da Montesilvano arriva il sindaco Cordoma. In sala ci trovi anche chi non t'aspetti come Lorenzo Cesarone in procinto di passare con l'Udc; si fanno notare dipendenti comunali in cerca di ri-collocamento professionale. Ex dirigenti dell'amministrazione Pace come D'Ercole e Carugno a dire «ci siamo anche noi». Al tavolo dei big trova posto l'ex Pd ed ex Forza Italia Maurizio Teodoro. L'altro Teodoro, Gianni, ex vicesindaco dalfonsiano, ha il buongusto di non farsi vedere. Poco più dietro Peppino Bruno, ex assessore della giunta di centrosinistra oggi con Masci. Ancor più nelle retrovie Fiorilli ma anche Guerino Testa con la Pelino e la Verì, e forse quella distanza vuol dire qualcosa. Apre gli interventi il senatore Andrea Pastore, poi tocca al governatore Gianni Chiodi non più col giubbotto della prima emergenza-terremoto, «mi sono rimesso giacca e cravatta» dice. Picconate a D'Alfonso, grande sostegno agli aquilani colpiti dal sisma. «Macerie fisiche a L'Aquila, macerie morali a Pescara» attacca Pastore. Chiodi cita Churchill, «il coraggio è la base per tutto e Luigi, sconfitto un anno fa, si ripresenta oggi con coraggio: è persona onesta, saprà mantenere gli impegni con gli elettori». «La riproposizione di Luigi vale come dismodello per tutto l'Abruzzo» incalza Di Stefano in una netta presa di distanze da D'Alfonso. E ammonisce: «Toni e modi in questa campagna elettorale saranno condizionati da ciò che è successo». Niente eccessi, è il messagio ai candidati. Piccone chiude la serie e, dopo un'ora e un quarto d'attesa, finalmente il microfono passa al protagonista, Luigi Albore Mascia, assai più maturo di un anno fa e pronto alla sfida. Saluta tutti per non dimenticare nessuno, ritrova vecchi compagni di scuola. Per conquistare la platea gli bastano cinque minuti: «Avanti uniti per la vittoria, a giugno spero di essere il primo cittadino di questa città». E giù l'applauso.
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