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Pescara, 28/04/2026
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Data: 19/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Bertolaso ai sindaci: la lista dei 49 non è chiusa, ma evitiamo scandali. E Berlusconi annuncia: finanzieremo per intero le riedificazioni

PESCARA - Un applauso lungo e scrosciante di riconoscenza per l'eccezionale prova di efficienza di fronte al mondo intero nell'allestimento della macchina organizzativa della Protezione civile per il terremoto dell'Aquila. Così Guido Bertolaso è stato accolto dai cento sindaci abruzzesi venuti ieri al Circus di Pescara per consegnargli un promemoria in verità più ricco di lamentele che di proposte. Lui ha ricambiato e annunciato: «A giorni il governo darà un bel segnale per la rinascita dell'Abruzzo». L'ha dato subito, invece: Berlusconi ha assicurato ieri che lo Stato finanzierà per intero la ricostruzione. «E chi vorrà costruire in proprio avrà i finanziamenti».
Una sorpresa che i sindaci hanno appreso solo al rientro a casa. Al Circus infatti i cento sindaci erano venuti per denunciare le difficoltà sul piano organizzativo ed economico post terremoto. Per chi s'è ritrovato escluso dalla lista dei 49 comuni inseriti nel decreto dei luoghi terremotati, il rischio di un crac finanziario è serio: tante, troppe sono le spese da fronteggiare: per assistere chi ha perso l'abitazione, per pagare l'accoglienza negli alberghi o in case private, per vestiario e viveri, per affrontare le spese notevoli della ricostruzione o della messa in sicurezza di strutture rese inagibili dalle scosse seguite a quella più distruttiva del 6 aprile.
Ecco perchè il presidente della Provincia di Pescara, Pino De Dominicis, ha insistito sulla necessità di consentire lo sforamento del patto di stabilità; ecco perchè i sedici sindaci del pescarese hanno consegnato a Bertolaso una lettera nella quale chiedono al governo di rivedere il decreto e ampliare la mappa delle città terremotate. Le firme sul documento erano quelle dei sindaci di Penne, Castiglione a Casauria, Tocco Casauria, Bolognano, Pescosansonesco, Civitaquana, Lettomanoppello, Rosciano, Scafa, Farindola, Pianella, Villa Celiera, Carpineto, Loreto, Catignano e Turrivalignani. «Abbiamo avuto danni ai campanili, alle scuole, ai palazzi comunali, agli uffici, come paghiamo?» è stato il coro all'indirizzo di Bertolaso, affiancato ieri dal presidente della Regione Gianni Chiodi e dai prefetti Orrei e Gabrielli. Sul palco da protagonista c'è salito anche Conan, splendido pastore tedesco della Protezione civile che dalle macerie dell'Aquila ha contribuito con il suo fiuto a salvare tante vite.
Risposte non ne sono arrivate, non ieri. Bertolaso ha però anticipato che «c'è la possibilità di ampliare la lista dei 49 comuni», purché non si sconfini nello scandalo. Ha dato le cifre dei 65mila sfollati, dei 40mila nei campi allestiti e dei 25 mila negli hotel. Ha elogiato i sindaci, «siete stati magnifici, anche grazie a voi l'Italia ha dato un'immagine di efficienza a livello internazionale», senza dimenticare i volontari e i parroci. Ma, soprattutto, ha ascoltato gli appelli, le esigenze di chi dopo aver fatto tanto chiede risorse, «anche sopralluoghi per verificare i danni, mica possiamo affidarci ai nostri tecnici volontari» ha detto il giovane sindaco di Tocco, Riziero Zaccagnini. Sindaci soccorritori e sindaci terremotati al Circus. Francesco Ricci addirittura tutt'e due: «Caro Bertolaso, ho dovuto far evacuare alcuni edifici e, con gli alberghi pieni di aquilani, non so dove mettere i miei chietini». Nei guai i sindaci di piccoli comuni teramani come Crognaleto e Fano Adriano, «siamo a cinque chilometri dall'epicentro eppure esclusi dal decreto dei 49 comuni» hanno protestato. Forte anche l'appello di Emilio Schirato, presidente di Federalberghi Abruzzo: «Occorre far passare un messaggio di rilancio dell'Abruzzo in vista della stagione estiva» ha detto chiedendo di confermare l'evento del G8 a Montesilvano sul quale il sindaco Cordoma è però perplesso. «Prima un tetto a chi ha perso la casa nel terremoto, poi i turisti» ha detto Bertolaso. Ma secondo Schirato c'è posto per tutti, senza "declassare" nessuno.


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