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Data: 20/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Fini: trovare i responsabili. Tremonti assicura: non ci saranno altre tasse. Ieri altre due scosse, arriva il maltempo

Berlusconi, vertice con i tecnici sulle nuove case

L'AQUILA. La terra trema ancora nelle tendopoli flagellate dal maltempo. Ieri pomeriggio due scosse, di magnitudo 2.7, sono state avvertite tra L'Aquila, Pizzoli e Collimento, e altre hanno colpito Piemonte e Frusinate. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito «giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità» nei crolli, soprattutto di edifici pubblici. Il presidente della Camera, da Scansano dove ha partecipato alla festa nazionale dei piccoli Comuni, si è espresso in linea con il presidente della Repubblica, che sabato aveva parlato di «danni aggravati da avidità e disprezzo delle regole». Napolitano, ieri, ha aggiunto che «una dura prova attende la popolazione abruzzese e chi ama la meravigliosa natura dell'Abruzzo», celebrando la Giornata delle Oasi del Wwf. Anche Fini ha invitato «gli amministratori, chi governa e i parlamentari a non transigere in prevenzione e rispetto delle regole».
Sulla stessa lunghezza d'onda monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila: «Vanno bene le inchieste ed è giusto che se ci sono delle responsabilità vengano accertate, ma l'importante è che questa attività non ostacoli o, peggio ancora, blocchi la ricostruzione, che è la cosa più importante per L'Aquila e i suoi abitanti».
A proposito delle parole del premier Berlusconi, secondo cui «ben venga l'inchiesta, ma concentriamoci prima sulla ricostruzione», secondo Molinari è meglio che l'aspetto dell'accertamento giudiziario e quello della ricostruzione «procedano di pari passo; ma l'inchiesta non deve diventare un ostacolo: se per andare a fondo in un'indagine fino all'ultimo millimetro si blocca tutto, allora no. Ormai, purtroppo, la tragedia c'è stata e bisogna pensare a chi ha perso la casa. Bisogna pensare a far rinascere questa città, a cominciare dai giovani, dall'Università. Perché non si realizza un bel campus?».
Il presidente del Consiglio ieri ha trascorso la giornata lavorando a un tavolo con un gruppo di tecnici, ingegneri e architetti per la realizzazione dei vari insediamenti abitativi nelle aree colpite dal terremoto. Sono giunte a quota 5.945 le verifiche sulla stabilità degli edifici e resta fissa al 57% la percentuale delle case agibili. Intanto, il ministro Tremonti ha ribadito che non ci saranno nuove tasse per sostenere la ricostruzione e che verranno spostate voci di spesa per reperire i fondi necessari. Tremonti ha spiegato che «nel bilancio pubblico ci sono le risorse per finanziare la ricostruzione privata e pubblica» e annunciato che sono allo studio misure fiscali, in termini di deduzione, per premiare chi donerà. «Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini, non ce ne è bisogno», ha detto il ministro, che ha escluso che i soldi saranno dirottati dai lavori per il ponte di Messina. La replica è arrivata per bocca del responsabile per l'Economia del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. «Se i soldi per il post terremoto verranno presi dai fondi accantonati alla presidenza del Consiglio, sarà bene averne chiare le conseguenze. Le risorse nazionali destinate per i prossimi sette anni al Mezzogiorno scompariranno totalmente. Non c'è bisogno di nuove tasse, dopo il terremoto, ma di soluzioni più equilibrate e forti sulle politiche di investimento nei prossimi anni. Il governo venga in Parlamento prima di ogni decisione e si potrà discuterne».
Prosegue senza sosta anche l'inchiesta giudiziaria per accertare le varie responsabilità: questa settimana, polizia, carabinieri e finanza cominceranno a sentire costruttori, manager e amministratori. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha incontrato ieri pomeriggio i sindaci dei Comuni che hanno subito danni, ma non sono inseriti nell'ordinanza sui 50 Comuni terremotati. L'ampliamento dell'elenco ci sarà, ma sarà «parziale, modesto e limitato». Bertolaso ha assicurato che sarà una commissione di esperti a valutare l'inserimento degli esclusi e che le sedi delle istituzioni resteranno tutte all'Aquila dove, in vista della visita del Papa in calendario per il 28 aprile, stamattina si riuniranno i vescovi d'Abruzzo e Molise. Ad ampliare i disagi il maltempo: le previsioni indicano un peggioramento con l'arrivo di piogge sull'area colpita dal sisma.

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