PESCARA - L'annuncio è previsto in serata, dopo la maxi consultazione del gruppo dirigente del Pd. Il centrosinistra schiera finalmente i due candidati per il Comune e la Provincia di Pescara. L'accordo con Italia del Valori, la cui tenuta nel Pescarese viene ritenuta fondamentale per il resto della regione, prevede che a esprimere il candidato a sindaco sia il Pd, mentre ai dipietristi tocca palazzo dei marmi, dove è praticamente sicura la candidatura di Antonella Allegrino, imprenditrice e figlia dell'ultimo sindaco della prima repubblica, indipendente, donna molto impegnata nel sociale, con un ticket largo che assegna la vice presidenza a Donato Di Matteo e un ruolo di peso in giunta a Giorgio D'Ambrosio. Condizioni che nonostante le difficoltà della coalizione dovrebbero garantire il pieno di voti sia in Val Pescara che nell'area vestina. Sul peso elettorale di D'Ambrosio, però, c'è l'incognita della insofferenza di molti fedelissimi dati in rotta di approdo verso l'Udc.
La partita per il Comune ruota intorno a due nomi di punta, l'assesore uscente Marco Alessandrini e l'attuale manager della Asl dell'Aquila Roberto Marzetti. Su di loro, dopo le prime consultazioni di ieri sera, che hanno riguardato una ventina di consiglieri comunali e di quartieri, convergono i consensi maggiori, con netto vantaggio su Camillo D'Angelo, Giovanni Visci - che si è già chiamato fuori - Marinella Sclocco e Florio Corneli. Il gruppo dei consultatori Casciano-Fusilli-Sclocco conta di stringere sul nome in grado di realizzare il massimo dell'unità. Potrebbe essere Marzetti, se prevarrà la discriminante dell'esperienza politica, soprattutto in prospettiva di cinque anni di opposizione, o Alessandrini se a vincere sarà la linea del rinnovamento. In caso di stallo, poi, potrebbe saltar fuori un nome completamente alternativo, magari proprio Gianluca Fusilli, che possiede entrambe le qualità. A favore di Alessandrini, però, pesa il gradimento degli alleati di "Pescara città ponte", la lista civica più forte dell'area di centrosinistra: «Non è tempo per liturgie di partito, la gente chiede rinnovamento e l'unico nome in grado di battere Albore Mascia è quello di Alessandrini. Stimo Marzetti, ma penso che in questo delicato momento per la città dell'Aquila farebbe malissimo a lasciare il suo posto alla Asl. La politica è in primo luogo servizio alla comunità».