Mancano le stufe, proteste nella Valle Subequana. Oggi i carabinieri iniziano il censimento degli sfollati
L'AQUILA. Nebbia e freddo scendono sulle tendopoli che ospitano più di 33 mila sfollati. Tra oggi e domani la temperatura tornerà ad abbassarsi: secondo le previsioni, all'Aquila la colonnina di mercurio scenderà fino a 7 gradi. Ma già ieri, insieme alla pioggia e al freddo, la nebbia ha coperto la Valle Subequana, dove in molte tende non ci sono ancora le stufe e si dorme nei sacchi a pelo.
A Goriano Sicoli, dove un centinaio di abitanti vive in tenda, piove da domenica notte e gli sfollati si lamentano del freddo. Qualcuno ha portato l'elettricità nelle tende montando impianti di fortuna, ma lo ha fatto a suo rischio e pericolo. «Come potevamo stare tutti questi giorni senza stufe e senza luce?», replicano ai tecnici dell'Esercito.
Fa freddo anche ad Acciano, dove 470 sfollati sono divisi in quattro tendopoli. Qui la gente del posto parla di una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, ma in pochi, anche se con la tosse e l'influenza, si lamentano.
Anche a San Demetrio nei Vestini molte tende non sono riscaldate e il freddo si fa sentire, soprattutto tra i bambini e gli anziani, che si stanno ammalando quasi tutti di tosse e di bronchite. Freddo e nebbia a Ovindoli, dove i circa 250 abitanti che vivono in tenda stanno soffrendo nonostante siano abituati a temperature molto più rigide.
Intanto oggi i carabinieri inizieranno il censimento degli abitanti delle tendopoli. Secondo una stima aggiornata a ieri dalla Protezione civile, le persone ricoverate nelle tende ammonterebbero a 33.252, ma non si esclude che in realtà i 167 centri di accoglienza e i 41 posti medici avanzati, potrebbero ospitare addirittura 39mila sfollati, ovvero circa 5.000 persone di più. Al numero degli abitanti delle tendopoli vanno sommati gli sfollati che sono stati ricoverati negli alberghi o nelle abitazioni private che si trovano lungo la costa abruzzese.
Anche qui le cifre sono tutte da verificare. Secondo una stima fatta sempre ieri mattina dalla Protezione civile, sono più di 27mila le persone ospitate sulla costa abruzzese e marchigiana, e la gran parte di queste vive negli alberghi. Il maggior numero di sfollati ha trovato riparo sulla costa teramana, dove la popolazione alloggiata risulta essere di 19.143 unità, di cui ben 13.858 nei 201 alberghi messi a disposizione, mentre 5.285 aquilani vivono in 1.237 abitazioni messe a disposizione da privati oppure in case di proprietà.
In provincia di Pescara il dato a disposizione della Protezione civile riguarda solo i 4.035 sfollati ospitati nei 66 alberghi sparsi tra Pescara e Montesilvano. Non vi sono dati sulle persone ospitate in case private. Più di tremila gli aquilani sfollati in provincia di Chieti. Di questi 2.971 vivono nei 106 alberghi della costa, mentre 45 sono divisi in quindici case private. Infine a San Benedetto del Tronto e lungo la costa marchigiana hanno trovato riparo 908 persone, ospitate in undici alberghi. Il numero totale degli sfollati dunque ammonta a circa 60 mila persone, ma nei giorni scorsi era stato lo stesso commissario Guido Bertolaso a parlare di oltre 70 mila sfollati, alcuni dei quali sfuggiti al conteggio probabilmente perchè ospiti di familiari o perchè rifugiati in seconde case di proprietà che si trovano al mare o in altre città.
Tornando alle tendopoli, il loro numero negli ultimi giorni è aumentato di un terzo: ieri mattina risultavano essere 161, e dopo poche ore sono diventate 167. Anche i posti medici avanzati - le tende con medici, infermieria e piccolo ambulatorio - nel giro di poche ore ieri sono passati da 40 a 41. Ben 92 le cucine da campo allestite, mentre è di 5.252 il numero delle tende che risultavano montate fino a ieri.
Il maggior numero di tende è stato montato nella città dell'Aquila e nelle sue frazioni più immediate: quasi 1.700, che hanno permesso il ricovero a più di diecimila sfollati. Il minor numero di tende è stato montato tra la Valle Subequana e il bacino di Sulmona: 273 tende per ospitare un totale di 918 sfollati. Ma queste cifre sono ancora approssimative. E nonostante il freddo le tendopoli continuano ad aumentare come funghi.