Berlusconi: ricostruiremo in tempi da record
L'AQUILA. Lo sciame sismico mantiene sotto stress la popolazione - anche ieri si sono susseguite varie scosse, con magnitudo tra 2.5 e 3.1 - e la gente non se la sente di tornare nelle proprie case, pur se dichiarate agibili, a oggi il 56 per cento. Il presidente del consiglio assicura che la ricostruzione avverrà in tempi da record, cinque o sei mesi al massimo. «La cosa importante, adesso», ha detto Silvio Berlusconi, «è che noi riusciamo a operare in tempi brevi, perché la permanenza in tenda non può prolungarsi troppo. Dopo la prima parte, che è di novità, di speranza, di pericolo scampato, può subentrare una fase di malinconia o addirittura di disperazione, se non si vede il finale di questo soggiorno, che poi può anche dare luogo a sentimenti di rabbia. Questo lo sappiamo per le precedenti esperienze. Quindi stiamo lavorando al progetto di questi nuovi insediamenti, che dovremmo realizzare con tecniche ipermoderne».
«E che dovrebbero consentire di darci delle abitazioni assolutamente confortevoli nel giro di 5-6 mesi», ha concluso Berlusconi. Ma dove usciranno i soldi per ricostruire? Il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, ha smentito che sia stato già predisposto un documento in cui si indicano 7 miliardi di euro di possibili risorse. Secondo il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, «il governo ha le idee chiare sul fatto di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini» per trovare i fondi necessari, che verranno reperiti «tra le pieghe del bilancio dello Stato» e «dal fondo Letta, che ha la disponibilità per questo». L'Inail ha fatto sapere che per la ricostruzione è già disponibile quasi un miliardo di euro, raccogliendo il consenso del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che ha auspicato «che anche altri enti pubblici si facciano avanti e supportino il governo in questa delicata fase puntando al ripristino di servizi essenziali come nella sanità o nella scuola: un contributo decisivo perché il governo non intende varare nuove tasse». La Fondazione Pantani ha messo all'asta online oggetti appartenuti al Pirata. La Croce rossa ha già raccolto 3 milioni.
In ogni caso, tutto il sistema di ricostruzione, finanziamenti, appalti, controlli e verifiche dopo il terremoto sarà «totalmente trasparente e on line». Lo ha garantito il ministro della Pubblica amministrazione e dell'innovazione, Renato Brunetta, secondo cui «il terremoto è una grande occasione per dimostrare un'Italia diversa» e «che si può avviare la ricostruzione nell'efficacia e nella trasparenza, cosa che in passato non si è verificata: se tutti i beneficiari, le ditte, le spese e gli appalti saranno on line, ci saranno 60 milioni di controllori. Un controllo vero e non burocratico, fatto di carte attraverso le carte».
Il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha proposto una zona franca ad hoc «che sarebbe un grande aiuto nel momento della ripresa della produzione industriale nei territori colpiti». Intanto, hanno riaperto l'Università e molte scuole. E' di nuovo operativa anche l'Agenzia delle Dogane. Ieri è stata ospitata la sessione di laurea: 27 i neolaureati. Conferita una laurea ad honorem a una vittima del 6 aprile: Lorenzo Cinì, 23 anni, della provincia di Teramo. Sono state riaperte 204 su 294 scuole; 12 sono parzialmente aperte e 78 chiuse. Nonostante le rassicurazioni della Protezione civile, che ha effettuato più sopralluoghi, la psicosi colpisce quasi come il terremoto: la paura ha spinto molti genitori a non mandare i figli a scuola.
I pm sono concentrati soprattutto sulla Casa dello studente, sull'ospedale e su uno stabile di via XX settembre, dove è stato sequestrato il palazzo dell'Inail. Sull'ospedale, è stato sentito su sua richiesta, come testimone, il manager della Asl Roberto Marzetti.
In procura anche il sindaco Massimo Cialente per il telegramma inviato alla protezione civile cinque giorni prima del sisma, in cui chiedeva lo stato di emergenza per la città. Brunetta però accusa i magistrati: «C'è l'obbligatorietà dell'azione penale, le responsabilità era meglio accertarle prima e non dopo. Ma questo fa parte dell'umana impotenza».