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Pescara, 15/05/2026
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Data: 25/07/2006
Testata giornalistica: Prima da Noi
allegato: Il progetto presentato dalla Confcommercio
Pescara come Sydney: «via la filovia meglio la monorotaia»

PESCARA. Al castello di ipotesi, di soluzioni, di pareri e di considerazioni oggi bisognerà aggiungere anche il filone che riguarda una proposta alternativa alla filovia.
La proposta è stata presentata questa mattina -in maniera ufficiale- dalla Confcommercio e riguarda una soluzione tecnica che spazzerebbe via la filovia a vantaggio di una monorotaia sopraelevata di quelle viste molte volte nei film americani.
Infatti questo tipo di mezzo di trasporto è piuttosto comune nelle grandi metropoli dei grattacieli come New York, Sydney, Tokyo, moltissime città dell'Asia ma anche in Germania, in Gran Bretagna, in Russia.
Qualcosa di simile in Italia esiste solo per un breve tratto a Fiumicino ed è un collegamento veloce che parte e raggiunge l'aeroporto.

«FANTASIOSA REALIZZABILE IPOTESI»

L''idea lanciata questa mattina è sicuramente di grande impatto (in tutti i sensi) ed è stata definita dal presidente Ezio Ardizzi come «fantasiosa realizzabile ipotesi».
Nel passato Ardizzi -che conosce bene il mondo- ci ha già abituato ad idee e soluzioni dai vasti orizzonti e di ampio respiro, soluzioni innovative e strategie da importare dal resto del mondo nel piccolo Abruzzo.
«Sarebbero davvero molti i benefici introdotti con questa soluzione», ha spiegato Ardizzi, «intanto salveremo la strada parco e in questo modo sarà sempre fruibile tutti i giorni senza alcun tipo di limitazione. Inoltre, e non sembra poco, avremo risolto totalmente i problemi legati alla sicurezza: questa soluzione riesce ad evitare in maniera assoluta qualunque tipo di incidente stradale o che possa riguardare i pedoni. Inoltre non ci sarebbe alcun intralcio con un il traffico cittadino e nessun tipo di promiscuità», fa notare Ardizzi, «cosa che invece nel progetto approvato esiste e lede in maniera profonda il concetto stesso di mobilità ed utilità del mezzo. Ecco allora che con la monorotaia ci saranno tempi certi e collegamenti sicuri in pochissimi minuti», aggiunge il presidente della Confcommercio, «Inoltre realizzare una cosa del genere in Abruzzo significa veramente fare del marketing e attirare su di sé gli occhi ammirati di tutto il mondo. È una cosa che vedo davvero bene in una città aperta dinamica e moderna come Pescara».
L'unico problema sarebbe il costo maggiore secondo stime dell'organizzazione del 20% rispetto alla soluzione appaltata la settimana scorsa.
«Per noi questo non è un problema», conclude Ardizzi, «se c'è la volontà politica si possono trovare i finanziamenti e con una variante in corso d'opera cambiare il progetto ed adottare questa soluzione».

Le soluzioni tecniche sono state poi spiegate dall'estensore di quella che è una proposta generale dell'idea, l'architetto Gaetano Colleluori, che ha spiegato come il cantiere potrà essere molto più veloce poiché «la costruzione consiste semplicemente nell'assemblaggio di materiali già costruiti» e della semplicità dovuta al fatto che non si prevedono espropri né adeguamenti stradali perché l'opera viaggia su sedi già esistenti.
«Si tratta di una soluzione tecnologicamente avanzata», spiega Colleluori, «che garantisce tempi certi di percorrenza e soprattutto è assolutamente silenziosa perché si muove sulla monorotaia con normali gomme pneumatiche. Dunque non ci sarà la riproposizione dei problemi legati all'inquinamento acustico avuti fino a qualche anno fa con la ferrovia. Ma soprattutto non ci sarebbero i problemi legati al passaggio del mezzo su sedi trafficate come quelle del centro di Pescara o di Montesilvano».

Le note dolenti dell'idea affascinante -di sicuro tecnologicamente avanzata- sono sostanzialmente due: il primo riguarda il momento in cui giunge questa proposta; il secondo riguarda l'impatto ambientale nelle città attraversate.

PERCHE' ADESSO?

Alla domanda Ezio Ardizzi non ha dato una risposta precisa ed ha spiegato come l'idea fosse già nell'aria e conosciuta in maniera ufficiosa da tutti gli enti, il che ovviamente non spiega perché uno stravolgimento siffatto arriva dopo l'approvazione del progetto e l'assegnazione dell'appalto.
Ma questo sarebbe un problema superabile «se vi fosse una volontà politica», ha detto Ardizzi, «bastano due delibere dei Comuni interessati ed una variante in corso d'opera».
Rimarrebbero comunque oscuri alcuni altri elementi: come potrebbe reagire infatti la ditta che ha vinto il regolare appalto per la costruzione della filovia? Potrebbe richiedere un risarcimento danni? Sarebbe poi in grado di realizzare la nuova soluzione? Sarebbe regolare che un soggetto vincitore giudicato il più idoneo per una proposta possa poi realizzare una proposta per nulla simile a quella iniziale? Bisognerà ripetere la gara?

L'IMPATTO AMBIENTALE

Secondo i proponenti, l'impatto ambientale non sarebbe un problema poiché «per certi versi sarebbe uguale e addirittura minore rispetto a quello provocato dalla stessa ferrovia che passava proprio lungo la strada parco».
In questo caso però si salverebbe l'attuale utilizzo del «corridoio verde» e non ci sarebbero problemi legati all'inquinamento acustico ma solo quello visivo di vedersi una sopraelevata di 4 m e 50 più quasi 3 m di altezza delle carrozze ad altezza di balcone.
Non che sia più bello l'asse attrezzato che decolla a due passi dal fiume («è solo questione di abitudine, nella splendida baia di Sydney è normale e nessuno si azzarda a parlare male della monorotaia», ha detto tra l'altro Ardizzi), però quella della sopraelevata che corre da Montesilvano fino all'aeroporto e poi alla pineta, nei pressi dell'ex Aurum, è di sicuro un problema che dovrà essere affrontato e che cambierà il volto della città.
Pescara non è New York né Sidney, non vi sono grattacieli e l'impatto su Pescara è cosa diversa da quello di una metropoli. Ma poi siamo davvero sicuri che quelle degli altri paesi si muovono su un tratto di 7 chilometri?

Bisogna tuttavia considerare (cosa che però non è sembrata essere stata fatta dalla Confcommercio) che gli attuali lavori di cui si parla costituiscono soltanto il primo lotto di un'opera più generale che ne conta in totale cinque e dovrebbe collegare in maniera lineare Silvi con Francavilla Foro con una deviazione da Pescara centro fino all'aeroporto.
Dunque, adottando questa soluzione per il primo lotto necessariamente dovrà essere adottata per gli altri quattro con conseguenze prevedibili.
Primo, l'aumento dei costi, secondo l'impatto ambientale per circa 30 km di tragitto.
In compenso tuttavia avremmo davvero un mezzo capace di collegare in maniera veloce e senza imprevisti due capi dell'area metropolitana.


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