Occorre accelerare la realizzazione di un mercato ferroviario europeo; realizzare un piano strategico per il trasporto ferroviario in Italia e completare le infrastrutture fornendo adeguate risorse da destinare al servizio universale. Sono alcune delle proposte per rilanciare il trasporto ferroviario elaborate dal gruppo Ambrosetti e presentate a Roma durante il Forum Fs- Ambrosetti "Liberalizzazione e competizione: lo sviluppo di infrastrutture e servizi ferroviari in Europa e Italia". Cinque le proposte avanzate dall'Advisor Board costituito da The European House Ambrosetti e da un comitato scientifico composto da esperti e membri di spicco della Comunità Europea, oltre che dai vertici del Gruppo Fs. Eccole nel dettaglio: 1) Realizzare un mercato unico europeo sia per quanto riguarda le infrastrutture sia dal punto di vista delle regole. Il processo di liberalizzazione è infatti ancora oggi caratterizzato da una forte disomogeneità tra paesi membri che mette a rischio le condizioni per una equa concorrenza, penalizzando in particolare l'Italia dove il mercato è di fatto il più liberalizzato e contendibile. 2) Realizzare un piano strategico per il trasporto ferroviario italiano per la mobilità sia dei cittadini sia delle merci. Il Piano deve essere di lungo periodo e mirare alla competitività, all'efficienza e ad una efficace integrazione del sistema ferroviario con gli altri sistemi di trasporto. 3) Completare le infrastrutture ferroviarie strategiche utilizzando ogni opzione di finanziamento, ricorrendo anche al coinvolgimento dei capitali privati. 4) Fornire adeguate risorse per rilanciare il servizio pubblico finalizzato ad innalzare i corrispettivi per i Contratti di Servizio (in Francia e Germania sono superiori del 68% e 44% rispetto al nostro Paese) con l'obiettivo minimo di allinearli a quelli del trasporto pubblico su gomma (che riceve corrispettivi superiori del 32% rispetto al trasporto ferroviario regionale), e a garantire una sufficiente esigibilità e continuità temporale dei contratti, come avviene già nei principali paesi europei. 5) Promuovere azioni concrete per sostenere il riequilibrio modale nel trasporto merci.