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Data: 22/04/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Il regolatore difende il bonus dei ferrovieri di Maurizio Sgroi

Il moralismo anti-bonus che ormai da qualche tempo affligge i manager anglosassoni non ha risparmiato neanche il sistema ferroviari inglese. Qualche giorno fa il governo inglese, per bocca di Lord Adonis, ministro dei Trasporti, ha fatto sapere, scrive il Financial Times, che avrebbe preferito che "i manager di Network Rail dimenticassero per quest'anno i bonus" pur sottolineando con consumata ipocrisia inglese che la questione non è certo nelle sue mani. Facile immaginarsi il seguito, visto che il copione l'abbiamo visto recitato un po' dappertutto: dibattito, populismo, decisione, sanzione. Tanto che volete che sia per un manager rinunciare al proprio bonus per un annetto. E poco importa che qui non si stia parlando di banchieri ma di "semplici" ferrovieri. Invece l'Inghilterra è stata capace ancora una volta di stupirci. La difesa dei bonus dei manager è arrivata da Chris Bolt, dell'Office of Rail regulation, il regolatore nazionale delle questioni ferroviarie, una sorta di Antitrust. Quest'ultimo ha detto a chiare lettere che "è chiaramente importante che i manager della compagnia che possiede il network ferroviario inglese siano concentrati sui suoi target. E questo è lo scopo per il quale vengono varati i piani di incentivazione". L'importante, ha sottolineato, è che i bonus vengano collegati ai target in maniera effettiva e non fittizia. Non sappiamo come finirà. Bolt non ha detto cosa pensa di scrivere al remuneration committee della compagnia che a maggio dovrà decidere sui bonus. Intanto però Network Rail ha tagliato i costi del 30% e ridotto del 10% il numero dei treni in ritardo. Malgrado la crisi economia, anzi finanziaria.

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