In piena il fiume Vomano, chiusa la statale 80, danni alle aziende. Evacuate intere famiglie
L'AQUILA. Pioggia e fango, freddo e continue scosse, stanno aumentando i disagi nelle tendopoli per terremotati allestite all'Aquila e negli altri centri, frazioni del capoluogo e Comuni limitrofi, martoriati dalla furia del sisma del 6 aprile. E il governo deciderà domani, in una riunione del Consiglio dei ministri che si terrà nel capoluogo abruzzese, ulteriori misure per affrontare l'emergenza. La somma contenuta nel provvedimento dovrebbe oscillare tra 1 e 1,5 miliardi di euro, mentre viene escluso il ricorso allo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero. Non dovrebbe esserci alcun aumento di tasse e né il ventilato aumento della benzina di 1 centesimo pro-terremoto, è certo invece che il «cratere» aquilano, cioè il gruppo dei comuni distrutti o pesantemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile, diventerà una zona franca, un'area dove saranno previste per sostenere la ripresa agevolazioni fiscali alle imprese.
Agevolazioni sono previste anche per le utenze telefoniche e l'energia elettrica, e tra le misure per l'emergenza è previsto anche lo slittamento dei termini di pagamento di cambiali o di altri titoli di credito. Nel «pacchetto» di provvedimenti dovrebbe essere inserita una normativa cosiddetta «welfare» che riguarda in particolare lo stanziamento di 800 euro mensili per i lavoratori autonomi.
E intanto il terremoto continua a non dar pace. Tre scosse sono state avvertite nell'aquilano, la più forte nel pomeriggio alle 18.20. La magnitudo registrata è stata del 3.2, lo ha reso noto la Protezione civile. Le località vicine all'epicentro Capitignano, Montereale, Barete e Campotosto. Altra scossa poco prima, alle 17.44, con magnitudo 3.6: le località prossime all'epicentro L'Aquila, Collimento e Villagrande. Le forti piogge continuano a fare danni. Il fiume Vomano, che attraversa la provincia dell'Aquila e di Teramo è esondato nel tardo pomeriggio nei pressi di Montorio. In tre punti il corso d'acqua ha allagato un laghetto di pesca sportiva e alcuni casolari. L'Anas ha disposto la chiusura al traffico della strada statale 80 dal chilometro 42 al chilometro 60,500 per numerosi smottamenti di terreno che creano pericolo per la transitabilità. E mentre sul fronte della ricostruzione il ministro Matteoli prevede che serviranno meno dei 12 miliardi ipotizzati e il procuratore antimafia Grasso chiede nuove regole sulla trasparenza, si fa strada l'ipotesi di un rinvio del voto amministrativo nella provincia dell'Aquila. C'é l'assenso del ministro dell'interno Maroni, ma l'ultima parola spetterà al Consiglio dei Ministri. Si potrebbe andare alle urne alla fine dell'autunno o nel 2010.
La procura della Repubblica del capoluogo abruzzese fa sapere che con i quattro magistrati antimafia inviati dalla procura nazionale nel capoluogo abruzzese svolgerà un «lavoro preventivo». Lo ha detto il procuratore capo Alfredo Rossini: «Per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo - ha spiegato - ci sarà, si spera, un grande fiume di denaro, molte imprese vorranno partecipare, provenienti sia dall'Italia che da tutta Europa: noi dobbiamo controllare che tra queste ditte che hanno la coscienza bianca, non ci sia qualcuna che ha le mani nere».
Rilasciata la prima concessione edilizia del dopo-terremoto, è è stata autorizzata a tempo di record dal Comune di Poggio Picenze e dà il via libera alla realizzazione dei primi dieci alloggi prefabbricati. L'istanza é stata presentata da un gruppo industriale per i propri dipendenti sfollati nella tendopoli. Continuano di gran lena le verifiche dei palazzi e delle abitazioni colpite, sono più di 9mila i sopralluoghi effettuati, il 56% degli edifici sono risultati agibili, sono invece il 16,7% le abitazioni temporaneamente inagibili, «ma agibili con provvedimenti di pronto intervento». Il presidente della Regione è in missione a Bruxelles, dove gli organismi economici dell'Ue hanno confermato la disponibilità ad un sostegno finanziario per la ripresa dell'area colpita dal sisma.