PESCARA. Le dichiarazioni del segretario regionale dell'Ugl trasporto aereo Luciano Pantoni, che ha rilevato l'assenza di un piano industriale e di garanzie sui nuovi voli, hanno suscitato la reazione del presidente della Saga Vittorio Di Carlo e del direttore generale Gianfranco Stromei, che si sono detti stupiti. «Martedì, infatti», recita un comunicato congiunto, «si è tenuto l'incontro tra l'azienda Saga spa e le rappresentanze sindacali aziendali, compresa l'Ugl, per discutere la bozza dell'accordo integrativo di secondo livello. Al termine della riunione, si è concordato di riconvocare il tavolo di lavoro allargandolo alle segreterie provinciali di settore del sindacato dei lavoratori. Da mesi, l'azienda Saga ha proposto alle rappresentanze sindacali di aggiornare l'accordo integrativo aziendale risalente al 1986 e proposto alcune innovazioni legate alla produttività e al risultato aziendale, facendo salve le condizioni di miglior favore accumulate nel corso degli anni. Nessuna penalizzazione è stata proposta».
Per l'Ugl, sono stati assicurati contributi a Ryanair e AirOne per 6 milioni di euro, confidando nell'intervento della Regione. La replica della Saga: «In questo momento storico particolare per la nostra regione, trasaliamo di fronte ad affermazioni che, invece di incoraggiare gli sforzi tesi a migliorare il "grado di libertà" dei nostri corregionali e a rafforzare i collegamenti nazionali e internazionali della nostra terra, puntano a fare confusione e denigrare chi cerca di operare assumendosi anche i rischi, calcolati, del fare impresa. Nessun contributo è stato versato o promesso alle compagnie aree e agli operatori che svolgono la propria attività nel nostro scalo. La società ha assunto alcuni impegni e altri ne sta valutando in relazione alla necessità di promuovere la nostra regione nei Paesi con cui siamo collegati e a tal fine la Regione nel 2001 ha promulgato la legge 57 che prevede che ogni anno si definisca, congiuntamente, un piano marketing che diviene operativo solo dopo l'approvazione da parte della giunta regionale. Questa è la realtà dei fatti. Crediamo, infine, che questo sia il momento in cui, utilizzando una storica frase, "ognuno dovrebbe chiedersi cosa può fare di utile per progettare il futuro dell'Abruzzo e non che cosa l'Abruzzo può fare per soddisfare l'egoismo di ciascuno di noi"».