«Iniziammo con l'alluvione e la tempesta di neve, ora chiudiamo con un'altra alluvione e con un terremoto». D'Agostino sintetizza così i due momenti del suo mandato cercando di esorcizzare il periodaccio che la sua terra sta affrontando. Il bilancio già grave delle ultime piogge nel teramano peggiora di ora in ora. Prese di mira infrastrutture ed opere viarie, dal Gran Sasso con Pietracamela isolata per via di un masso caduto sulla Sp 43, fin giù alle rive dell'Adriatico dove le foci del Vomano sono in continuo monitoraggio. E' intervenuto anche l'esercito con tecnici e dei mezzi del Genio. E ad impensierire i fiumi già gonfi per le abbondanti piogge cadute negli ultimi giorni, ci si mette anche tutta l'acqua che l'invaso di Campotosto sta rilasciando per alleggerire la sua portata complessiva, in più le previsione meteo non dicono nulla di buono. In mezzo il crollo di una parte del manto stradale della Teramo mare tra le uscite di Villa Zaccheo e Bellante per l'esondazione del fiume Tordino che ha eroso parte del "rilevato", in pratica la parte di terra su cui sorge il tracciato. Un fronte di 50 metri lungo la carreggiata direzione Giulianova per una larghezza di alcuni metri (fino alla linea di mezzeria) è improvvisamente franato verso le otto di ieri mattina, senza fortunatamente coinvolgere automezzi. Per il ripristino normale della viabilità il geologo Di Francesco, impegnato nei rilievi tecnici per la ditta Geo Prospezioni, parla "di alcuni mesi", di alcuni giorni per la carreggiata non intaccata. Un numero imprecisato di frane e smottamenti (più di 50 per Sottanelli) si registra su tutte le arterie della provincia ed è stato quindi chiesto da D'Agostino lo stato di emergenza. Bloccate le Sp per Cordesco, la 491 tra Tossicia e Ornano, l'Acquaratola-Macchia Santa Cecilia, la Sp 61 a Campovalano, senso unico a Caste Castagna, criticità si manifestano sui ponti di Castelnuovo al Vomano e di Fontanelle di Atri. Sassi sulla strada verso Pagannoni di Campli, massi a Rocca S. Maria, frane un po' dappertutto. E' stata attivata in Provincia di Teramo l'unità di crisi mentre occorreranno circa 2,5 milioni di euro per gli adeguamenti strutturali alla sede della Provincia di Teramo fatta evacuare per le gravi lesioni riportate sui muri portanti: nel frattempo D'Agostino e soci si trasferiranno presso la sede della Banca D'Italia in Via Carducci in comodato gratuito. In Zona Carapollo a Teramo l'acqua e delle frane hanno invaso alcuni orti. A Montorio bloccata la fornitura del gas metano fino a domani.