ROMA Il più entusiasta dell'idea di spostare il G8 a L'Aquila è il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che non ha mai risparmiato critiche a Berlusconi. «E' un segno di attenzione nei confronti della popolazione che soffre, vuol dire immaginare un futuro in cui il lavoro torni, un modo per esprimere solidarietà- spiega- che ha lo stesso valore simbolico della scelta del sindacato di spostare la manifestazione del 1° maggio a L'Aquila». Molto più cauto è il Partito democratico. «Capisco che si tratta di una scelta simbolica, per tenere accesa l'attenzione sull'Abruzzo - dice Franceschini - ma spero che il governo tenga conto che questa decisione non deve intralciare l'esigenza primaria della ricostruzione».
Di Pietro prima parla di «marchetta politica» di Berlusconi, poi si corregge e si dice «felice» della scelta, «sempre che non crei ulteriori problemi». Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, «L'Aquila e l'Abruzzo hanno bisogno di speranza e di concretezza. Se lo svolgimento del G8 può rappresentare un segnale di incoraggiamento, ben venga anche questa decisione. Noi non abbiamo pregiudizi. Vigileremo in Parlamento perchè i buoni propositi si trasformino in realtà e la ricostruzione sia rapida, trasparente e sicura».