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Pescara, 28/04/2026
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Data: 24/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - La pioggia e il vento sferzano le tendopoli. Il fango portato via dalle tende con le carriole

L'AQUILA - Dopo una breve pausa ieri mattina, giusto il tempo per fare svolgere all'Aquila il Consiglio dei ministri, sulle tendopoli delle zone colpite dal terremoto del 6 aprile è tornata a cadere abbondante la pioggia. Un vero e proprio uragano che ha fatto nuovamente scendere la temperatura nelle zone terremotate. La minima nel capoluogo nella notte era scesa a 4 gradi, mentre la massima non ha superato i 16 gradi. Nella frazione di Assergi, addirittura c'è stata anche una breve grandinata, mentre diverse slavine si sono staccate dal Gran Sasso. Grossi problemi anche per le frane che hanno interrotto in più punti la Statale 17, la Rieti-L'Aquila, nei pressi di Antrodoco. La pioggia torrenziale che è caduta ieri dalle 13 ha creato notevoli disagi nei campi allestiti per ospitare gli sfollati, che si sono adoperati, con i pochi mezzi a disposizione, per liberare le tende dall'acqua. I problemi più seri sono stati segnalati nella tendopoli del campo sportivo di Coppito, che accoglie circa duecento persone. Qui la gente, per non rendere del tutto invivibile gli alloggi, ha cercato di portare fuori il fango con carriole da muratore e ha scavato piccoli canali per fare defluire l'acqua.
«Prima di qualsiasi altra azione, sarebbe opportuno che venissero impiantati i prefabbricati per i terremotati, in sostituzione delle tende che con la pioggia si stanno riempiendo di fango, costringendo gli sfollati a liberare le tende con le carriole». Così in una nota il consigliere regionale Antonietta Brancati, capogruppo dei Liberali. «Finché non si sistemeranno i terremotati in alloggi prefabbricati per restituire loro dignità umana - prosegue il consigliere liberale - sarebbe opportuno far confluire le risorse economiche già raccolte per una sistemazione più opportuna, anche se provvisoria, che sia un punto di partenza e non di arrivo per i paesi colpiti dal sisma e che migliori anche se momentaneamente le condizioni di vita dei terremotati». Le previsioni del tempo sul capoluogo prevedono anche per oggi temporali pomeridiani a ridosso dei monti e con la temperatura ancora sotto la media stagionale. Domani gli esperti prevedono una spiccata variabilità con bassa probabilità di acquazzoni, mentre da domenica sera torneranno nuvolosità e altre piogge anche se le temperature non subiranno grossi cali.
Il sole spuntato ieri mattina è stato solo una vana illusione anche per gli abitanti delle tendopoli del Com 7: a quasi venti giorni dal sisma gli sfollati dei sei campi del Centro Abruzzo, e in particolare quelli della Valle Subequana, continuano a rimanere al gelo, senza la possibilità di utilizzare neanche le docce che, pure, sono state portate nelle aree di accoglienza. La mancanza dei quadri di controllo a norma per l'elettricità, in particolare, impedisce la fornitura di energia elettrica e così sarà, fanno sapere dalla sede operativa di Sulmona, per i prossimi quattro giorni almeno. Qualcuno, anche grazie all'iniziativa dei singoli Comuni, si è attrezzato alla meno peggio, ricevendo anche la reprimenda della Protezione civile. I ritmi della burocrazia innervosiscono cittadini e amministratori di paesi in totale emergenza, dove alle promesse non seguono sempre i fatti. Così a Goriano, nonostante le assicurazioni fatte davanti a Bertolaso, la tenda scuola è arrivata solo ieri e le lezioni non riprenderanno prima di lunedì. A Sulmona, intanto, regna la confusione nei sopralluoghi di agibilità: il Comune è tornato ad essere da ieri parzialmente e temporaneamente inagibile e gli uffici, tranne qualche eccezione, resteranno chiusi per almeno una settimana.








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