I casellanti costretti a riempire un lungo verbale al posto della procedura di pedaggio gratuito
L'AQUILA. Oltre ai danni del terremoto per i pendolari sfollati c'è anche l'incubo della burocrazia. E' quanto devono sopportare tutti i giorni nei loro viaggi da pendolari della speranza e della ricostruzione gli automobilisti che vanno e vengono dalla costa costretti a fare la fila ai caselli autostradali. Un inconveniente che rischia di diventare anche pericoloso in quanto le auto in fila in entrata e uscita dai caselli sono costretti a sostare sulle corsie di emergenza.
A causare code e disagi è la farraginosa procedura delle due società che hanno le concessioni in Abruzzo: «Autostradale II per l'Italia», che gestisce l'A14, e la società «Strada dei Parchi», per la A24 e A25. Per ogni automobilista che chiede, come previsto dalle norme in aiuto dei terremotati l'esenzione del ticket, gli operatori ai caselli sono costretti a riempire pagine di verbale per mancato pagamento della tariffa.
Una operazione lunga che potrebbe essere evitata attivando la procedura di esenzione prevista per diverse categorie, come forze dell'ordine, dipendenti della motorizzazione, prefetti. «Ai pendolari delle aree colpite dal terremoto viene applicato un rapporto cosiddetto di mancato pagamento che prevede l'inserimento nel terminale di molti dati, ogni volta», spiega Luciano Di Giulio, componente della direzione regionale Uil Trasporti.
Così gli operatori al casello sono costretti a chiedere: nome, cognome, luogo di residenza, targa, tipo di veicolo, «tutto viene inserito dal casellante nel terminale, poi se ne fanno due o tre copie con una stampante di vecchia generazione, e quindi con una prestazione piuttosto lenta, e infine si fanno firmare dall'utente e si smistano agli organi competenti». Un protocollo in grado di causare ingolfamenti nei piazzali delle stazioni e code che «arrivano fino alle corsie di decelerazione».
Per evitare incidenti si è dovuto fare ricorso anche agli ausiliari alla viabilità che segnalano la fila e intimano di rallentare, «ma la dinamicità tipica del servizio autostradale viene interrotta e si creano attese e malumori».
Uno stato di agitazione che sembra aver creato più di un tafferuglio, in un misto di reciproche recriminazioni tra automobilisti, terremotati e inermi casellanti, che ripetono di essere costretti ad applicare le norme calate dall'alto.
Un'alternativa a questo tipo di procedura sembra essere a portata di mano.
«Si tratta dell'operazione per utenti esenti, quella cioè utilizzata per le forze dell'ordine», aggiunge ancora Luciano Di Giulio, «i quali si presentano con la scheda-biglietto, che si ritira all'ingresso dell'autostrada, già compilata, e applicando l'operazione definita di esenzione, ci permettono, con un paio di tabulazioni sul terminale, di alzare la sbarra».
Certo, bisognerebbe veicolare il messaggio, ma potrebbero farlo gli stessi casellanti attraverso una nota informativa. Altrettanto certo sembra essere l'assunto che, mentre con l'attuale rapporto di mancato pagamento l'azienda recupera dallo Stato i soldi del pedaggio non effettuato dai terremotati, in caso contrario no.