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Pescara, 28/04/2026
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Data: 24/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le elezioni - Pd-Udc, la transumanza degli ex fedeli di D'Alfonso. De Laurentiis accoglie Cesarone e ora aspetta Dogali

Vedono nell'Udc l'approdo naturale perchè, come ha detto l'onorevole Rodolfo De Laurentiis, «siamo noi qui a difesa dell'identità, perchè le nostre bandiere non si possono ammainare, perchè un simbolo come il nostro è patrimonio culturale». Per chi sa adattarsi va bene anche Pescara Futura/Rialzati Abruzzo, la lista dei Masci-boys. L'importante è saltare il fosso senza ritrovarsi sulla zattera di Caronte, perchè gli sconfitti della politica pescarese privi di obolo restano al di là dell'Acheronte; al di qua, invece, sbarcano i sopravvissuti di un Pd lacerato da lotte intestine e, secondo Licio Di Biase, «affondato con il fallimento del progetto politico veltroniano». Cercano e trovano oggi un biglietto di ritorno tanti dei personaggi volati nel 2003 nel centrosinistra sotto l'ala protettiva di D'Alfonso e che furono decisivi per le sorti di una maggioranza prima inesistente e poi esistita proprio grazie a loro. Uscito di scena l'ex primo cittadino, la transumanza si compie ora all'inverso. Pesano nella competizione comunale big come Licio Di Biase, tornato nell'Udc che è la sua casa-madre. Peserà Vincenzo Dogali, attuale presidente del consiglio comunale, che all'Udc potrebbe finirci se va in porto la trattativa che lui sta conducendo con i vertici nazionali del partito. Il tam tam in Comune indica sulla zattera anche il dottor Virgilio Di Luzio. Gente col portafoglio zeppo di voti e perciò accolta col tappeto rosso da Menna, Cozzi e Colalongo. Hanno scelto l'Udc Lorenzo Cesarone, consigliere provinciale uscente, e Francesco Palumbo, ex sindaco Pd di Roccamorice. Tutti sulla scia degli ex centrosinistra Antonello De Vico e Alessandro Di Bartolomeo (figlio di Agostino pure sulla zattera-traghetto). Se in Comune si allineano le corazzate, in Provincia mica si scherza, lo dimostra la presenza di Luigi Albore Mascia (candidato sindaco Pdl che si è riservato di selezionare i cavalli di ritorno) e di Guerino Testa (candidato presidente alla Provincia) ieri nel comitato di benvenuto. L'alibi è robusto per molti, va da sè che i moderati ex Dc vadano a ricollocarsi in quell'area di centro «per noi di forte richiamo» dice Di Biase. Un po' meno dovrebbe esserlo per un comunista doc come Silvano Console (capolista della Nave di Cascella un anno fa), la presenza più sorprendente in sala ieri. «Deluso dal Pd ho aderito al progetto dell'Udc con grande voglia di fare» ha spiegato Lorenzo Cesarone. «Non l'abbiamo cercato noi, si è presentato lui prima delle regionali...Ormai lo sopporto da mesi» ha scherzato De Laurentiis. Cesarone, duro col suo ex partito, «non m'hanno cacciato neppure quando sostenevo già l'Udc», ha preso in contropiede chi voleva annunciargli una "class action" per aver fregato l'elettorato, lui che nell'Arco è paladino dei consumatori: «Sono io il consumatore tradito» ha detto. E poi: «Come si fa a trattare l'amico Di Matteo con quelle primarie-farsa?». Cesarone non sarà candidato a Provincia e Comune, punta a diventare sindaco di Manoppello. L'ex socialista e assessore Riccardo Padovano è passato a Pescara Futura, stesso approdo per il dottor Valeriano Santurbano, ex consigliere dell'Idv col primo D'Alfonso.



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